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Discussione: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 1890.

  1. #1
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 1890.

    Siamo attorno al 1890, il Presidente della Società di Solferino e San Martino, Sen. Breda arch. Stefano, invia ai Sindaci del Regno una richiesta di pubblica sottoscrizione per raccogliere i mancanti danari (100.000 Lire) necessari ad ultimare il monumento, che s'intende inaugurare nell'anno 1892, ed effettivamente ultimato ed inaugurato l'anno successivo.

    Il monumento è ancora lì oggi, bellissimo e maestoso come la terra che lo ospita.

    Una scheggia di storia che ci rimanda ad un tempo dove valori quali l'onestà e la parola data contavano più di mille vuote ciance, per di più propinateci nel terribile e modaiolo "anglo-italiano" ("customer satisfaction, mission, target", ecc.,) alle quali i moderni burocrati ci hanno assuefatti - o almeno tentano di farlo...
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  2. #2
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    Peccato che non ci siano più persone come il Sen Breda in circolazione, splendida iniziativa di fine '800 a ricordare eventi storici importanti ormai sopiti nell'animo dell'italiano medio.
    Riesci a postare qualche foto del monumento stesso?
    Grazie

    Christian M.
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  3. #3
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    ...e questi sono - speriamo in minima parte - gli italiani di oggi, miseri decerebrati indegni discendenti degli ITALIANI di allora:

    Aldo Cazzullo Corriere della Sera 07 giugno 2009:

    L’affresco racconta che fu re Vittorio Emanue*le a comandare le cariche, e la scritta a fianco che Maurizio ama Sonia (o almeno la amava il 2/3/89). Qui Garibaldi guida i Mille, e accanto Lu*ciano ha inciso la data delle nozze con Patrizia (25/10/200. Lassù Cadorna e i bersaglieri apro*no la breccia di Porta Pia, e «la famiglia Sala gri*da: forza Inter!». Decine, centinaia, migliaia di scritte, graffiti, incisioni si sono accumulati da più di vent’anni nel sacrario che celebra San Mar*tino, dove Napolitano e Sarkozy verranno tra due settimane per il centocinquantesimo anni*versario della battaglia che vide italiani e france*si sconfiggere gli austriaci e dare a un popolo una patria.

    Il luogo è bellissimo, una torre su un colle che guarda il Garda, e lungo la scala grandi affreschi che ricordano tutte le guerre d’indipendenza, e anche il conflitto ’15-‘18. Ma è divenuto il ricetta*colo d’ogni bizzarria di generazioni di visitatori. Scritte vagamente politiche: «Le guerre fanno tut*te schifo», «se Garibaldi se ne stava a casa sua era meglio per tutti», e ovviamente «Padania libe*ra » (più volte). Ma anche insulti, profferte ses*suali, disegni osceni, motti di spirito — «qui De*borah e Marco tentarono di fare un figlio ma fu*rono disturbati da un visitatore» —, citazioni An*ni ’80 di Bob Marley e recentissime di Jovanotti, una firma di Renato Zero si spera apocrifa, e una grande statua di re Vittorio Emanuele II con una ragnatela sulla spada, un’altra sull’orecchio de*stro, una terza lungo i calzoni… L’altoparlante che diffonde il Va pensiero e l’Inno di Mameli rende il quadro se possibile più surreale.

    La colpa è di tutti, quindi di nessuno. Certo non dell’associazione «Solferino e San Martino» e del comune di Desenzano, che anzi hanno appe*na restaurato le lapidi del viale che porta all’ossa*rio, con le iscrizioni in cui le cariche sono ovvia*mente «impetuose» e le fanterie «eroiche» (qui si intravede «strenua artiglieria», qui «indomito valore»). Non dell’amministrazione provinciale e regionale che certo hanno cose più urgenti cui badare, così come il ministero della Difesa. Ma neppure le migliaia di grafomani probabilmente hanno creduto di profanare qualcosa di sacro, o almeno di importante. Devono aver pensato che in fondo lo fanno tutti, e che il loro nome non vale meno di quelli dei generali sabaudi o dei vo*lontari napoletani incisi nella pietra; loro, oltre*tutto, sono vivi.

    Il Risorgimento non è di moda. Lo sono molto di più i briganti, i Borboni, il Papa Re. Cavour è stato ribattezzato Cavour in mezza Italia. Vengo*no rivalutate le insorgenze, si cita spesso la Napo*li- Portici prima ferrovia della penisola (ometten*do di ricordare che serviva a portare i cortigiani da una reggia all’altra), si piange sugli zuavi pon*tifici. Degli 846 caduti di San Martino — cui van*no aggiunti i 375 morti nei giorni successivi per le ferite, i 3707 mutilati, i 774 prigionieri o disper*si — non sembra importare quasi a nessuno.

    Peccato, perché è una storia affascinante, di quelle da raccontare ai bambini. Due imperatori in campo, di là Francesco Giuseppe, di qua Napo*leone III (molti visitatori sono francesi, che van*no ancora giustamente fieri della prova offerta dall’Armée, piene le città di vie dedicate a Solferi*no, a San Martino, a Mac Mahon). Un re popola*no, Vittorio Emanuele II, che alle esangui dame dell’aristocrazia europea preferisce la figlia di un tamburino. Brigate che portano nomi piemonte*si — la Casale, la Pinerolo, la Acqui, la Cuneo, la Savoia, la Aosta, oltre ai granatieri di Sardegna — ma rafforzate da volontari venuti da tutta Ita*lia. L’ossario custodisce resti di milanesi, veneti, trentini, toscani e anche giovani del Sud, che for*se non afferrarono tutte le parole che Vittorio Emanuele gridò in dialetto — «o gli prendiamo San Martino o ci fanno fare sanmartino» (san*martino in piemontese è il trasloco, dal giorno in cui scadevano i contratti dei mezzadri) —, ma che dovettero aver compreso benissimo quel che il re intendeva dire. Tra i volontari toscani c’era Collodi, l’inventore di Pinocchio. E tra i testimo*ni ci fu lo svizzero Henri Dunant, che — impres*sionato dai lamenti dei feriti lasciati senza soccor*so, qui e a Solferino — disse a se stesso che quel*la sarebbe stata l’ultima battaglia tanto crudele. Così il 24 giugno 1859 nasceva, con l’Italia, la Cro*ce Rossa.

    Più che il Risorgimento, forse è l’idea di patria a essere ancora fuori moda, o comunque non del tutto rivalutata. Ciampi in particolare ha lavora*to molto sui simboli dell’unità nazionale: il trico*lore, l’inno di Mameli, il Vittoriano. Quel che con*tinua a sfuggirci è l’idea del bene comune, di una storia condivisa, di un valore che ci riguarda tut*ti e nello stesso tempo ci trascende. Perciò, per un governo che ha dichiarato guerra ai graffiti, i primi da cancellare sono quelli di San Martino.

    Aldo Cazzullo


    Povera Patria!
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  4. #4
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    Sono allibito e senza parole, no pensavo davvero che ci fosse quello scempio su un monumento di importanza vitale per la nostra Unità d'Italia, mi trovo pienamente d'accordo con l'autore dell'articolo.

    Christian M.
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  5. #5
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    Io ci andai la prima vola che avevo 6 o 7 anni, portato dal mio povero papà, che era di quelle parti e forse la mia passione per la Storia nacque proprio in quell'occasione.
    Rimasi impressionato dalla bellezza del luogo, dalla maestosità del Museo, pieno di cimeli e di bellissimi quadri, così come rimasi colpito, ovviamente, dalla quantità dei Resti dei poveri Caduti, conservati nell Ossario della limitrofa chiesa.
    Fu un'occasione di riflessione su cosa e quanto cruda possa essere la guerra, ma anche su quale e quanto fosse l'entusiasmo di una generazione che rivendicava la propria identità nazionale tanto da indurre giovani volontari provenienti da tutta la Penisola a sacrificare le loro vite per l'Italia.
    Queste considerazioni rendono se possibile ancora più amaro il constatare cosa gl'italiani stiano diventando, complici scelte culturali e quindi educative i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Chi ha visitato il Museo des Invalides, il sacrario di Verdun o i tanti musei della Normandia o quelli in Austria (per citare Popoli a noi vicini) non può che avere una stretta al cuore constatando tanta impunita inciviltà.

  6. #6
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    ho visitato Les Invalides e sono rimasto a bocca aperta, considera che adoro la figura di Napoleone che anche se viene definito come corso o francese, in realtà aveva puro sangue italico nelle vene, essendo sia la mamma che il papà toscani, ma l'orgoglio nazionale che ho visto in quel museo e in giro per la Francia in comparazione a quello Italiano, beh mi fa davvero stringere il cuore dalla tristezza ed è meglio che non mi spingo oltre.

    Christian M.
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  7. #7
    Moderatore L'avatar di Furiere Maggiore
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    icarus68:
    Aldo Cazzullo Corriere della Sera 07 giugno 2009:...
    ... sono stato a San Martino nel giugno scorso... pochissimo o nulla di quanto scritto da Cazzullo mi risulta. Gli affreschi sono al sicuro perché non ci si arriva vicino a causa di una balaustra metallica fissata appositamente diversi anni fa. Mentre sul percorso non affrescato qualche/diverse scritte ci sono, purtroppo.

    Saluti

    fm
    E' la somma che fa il totale.

  8. #8
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    Citazione Originariamente Scritto da Furiere Maggiore
    icarus68:
    Aldo Cazzullo Corriere della Sera 07 giugno 2009:...
    ... sono stato a San Martino nel giugno scorso... pochissimo o nulla di quanto scritto da Cazzullo mi risulta. Gli affreschi sono al sicuro perché non ci si arriva vicino a causa di una balaustra metallica fissata appositamente diversi anni fa. Mentre sul percorso non affrescato qualche/diverse scritte ci sono, purtroppo.

    Saluti

    fm
    Dal testo dell'articolo citato:

    <<(....) Decine, centinaia, migliaia di scritte, graffiti, incisioni si sono accumulati da più di vent’anni nel sacrario che celebra San Mar*tino, dove Napolitano e Sarkozy verranno tra due settimane per il centocinquantesimo anni*versario della battaglia che vide italiani e france*si sconfiggere gli austriaci e dare a un popolo una patria.(....) >>

    ....evidentemente la visita dei due Presidenti, nel 2009, aveva imposto un poco di decenza....

  9. #9
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    ...................e speriamo mantengano la decenza allora.

    Christian M.
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  10. #10
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    Re: Sottoscrizione Monumento S. Martino della Battaglia, 189

    Citazione Originariamente Scritto da icarus68
    Citazione Originariamente Scritto da Furiere Maggiore
    icarus68:
    Aldo Cazzullo Corriere della Sera 07 giugno 2009:...
    ... sono stato a San Martino nel giugno scorso... pochissimo o nulla di quanto scritto da Cazzullo mi risulta. Gli affreschi sono al sicuro perché non ci si arriva vicino a causa di una balaustra metallica fissata appositamente diversi anni fa. Mentre sul percorso non affrescato qualche/diverse scritte ci sono, purtroppo.

    Saluti

    fm
    Dal testo dell'articolo citato:

    <<(....) Decine, centinaia, migliaia di scritte, graffiti, incisioni si sono accumulati da più di vent’anni nel sacrario che celebra San Mar*tino, dove Napolitano e Sarkozy verranno tra due settimane per il centocinquantesimo anni*versario della battaglia che vide italiani e france*si sconfiggere gli austriaci e dare a un popolo una patria.(....) >>

    ....evidentemente la visita dei due Presidenti, nel 2009, aveva imposto un poco di decenza....
    salve; sarebbe buona cosa se fosse presente anche Heinz Fischer, attuale presidente Austriaco...
    Autie of Monroe
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