Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15

Discussione: Storia di un proiettile

  1. #1

    Data Registrazione
    Jul 2010
    Località
    Castelfiorentino (FI)
    Messaggi
    82

    Storia di un proiettile

    Sciolgo la prima promessa fatta nella presentazione... aggiungerò le foto appena ritorana dalle ferie mio figlio con la digitale.

    PROLOGO
    _________

    Nel novembre del 1943, mio padre undicenne assistette, insieme a mio nonno, ad uno scontro aereo nei cieli del suo paese.

    Dei duellanti, ebbe la peggio un ME 109, che cadde su una collina poco vicina.

    Potevano i ragazzi di allora, non correre sul posto?

    Dai rottami ancora fumanti recuperò, prima che una pattuglia di tedeschi giungesse in zona, dei souvenir del caccia, che andarono poi persi, ed alcuni proiettili, infilati sotto un'ala e nella ruota.

    Tra tutti questi, mio nonno (mitragliere sul Piave e artificiere "volontario in Macedonia poi) gli gettò via quelli ancora potenzialmente attivi, e ne conservò solo uno, un calibro .50 incendiario, che aveva fatto il suo lavoro a metà*, leggermente aperto e privo di materiale pirico, ma comunque giudicato non più pericoloso.

    Trovato da me in una scatola di metallo dopo tanti anni (197, proprio perchè aveva una "sua" storia, storia ascoltata tante volte, lo applicai ad un piccolo legno e lo conservo tutt'ora in una vetrinetta, corredato con un bossolo di Browning da me sparato in un poligono sulla costa adriatica nel 1982.

    Quello che voglio parteciparvi, un pò romanzato, naturalmente, è la sua storia che immagino possa cominciare così:


    DALLA PARTE DEL PROIETTILE

    Era una mattina di inizio d'inverno e, insieme ai suoi fratelli, era stato portato all'interno di un'ala di uno Spitfire; di carattere un pò "fumantino", come tutta la famiglia, del resto, prendeva fuoco, se non di "volata", immediatamente dopo.

    Si sentì trascinato in alto, e non riusciva ad ascoltare nulla che non fosse il rumore del motore, regolare per un pò.

    Eh sì, non era passato molto che, improvvisamente, la tranquilla giornata diventò una serie di giravolte che sembrava non dovesse finire mai.

    I suoi fratelli, che avevano già* capito tutto, ridendo contenti urlavano a squarciagola: "dai, dai che ora si va al lavoro"!

    Fu trascinato insieme agli altri, un rumore discontinuo ma assordante si avvicinava sempre di più, poi si trovò chiuso, al buio, ma solo per un attimo: un calore impressionante, un balzo in avanti e poi nella luce, seguendo scie rosse.

    Libertà* che durò solo un breve lasso di tempo, quando impattò con qualcosa di morbido, infilandocisi dentro ed eruttando parte del suo calore.

    Si risvegliò nelle mani di un bambino, e poi riposò per tanto tempo, anni, lustri, in una scatola scura; un giorno qualcuno lo prese, lo osservò e lo incollò ad una tavola di noce.

    Ora è ancora lì, simbolo e monito di quanto l'uomo è stupido e quanto poco passa tra la vita e la morte.


    DALLA PARTE DEL ME 109

    Dall'aeroporto di Centocelle (Roma), quella mattina i meccanici, amorevolmente misero in moto il caccia, che si librò nel cielo, verso sud, nella sua solita missione di ricognizione e combattimento; il fronte appena aperto dall'operazione Avalanche andava controllato, per le contromisure terrestri.
    Ad est della pianura pontina due lampi nel cielo, una virata stretta in picchiata e la macchina andò verso il suo destino.
    Fu un attimo che durò un'eternità*: il motore ruggiva verso due simili alati dalle insegne diverse, nati anche loro per combattere.
    Colpito, sentì l'aria che lo aveva tenuto nel cielo mancare, vide la collina, sentì le rocce.
    L'agile macchina, padrona del cielo, cessò di esistere.

    DALLA PARTE DEGLI SPITFIRE

    Quella mattina, due Spitfire lasciarono il fango dell'aeroporto di guerra di Pomigliano d'Arco (CE), liberi nel cielo, vedette di un esercito che iniziava a sentire le catene imposte dalla linea Gustav.
    L'appuntamento con il nemico, quei giorni sempre puntuale, avvenne all'improvviso, da ovest.
    Dall'alto calò come un falco, senza paura, solo contro due.
    Forti della superiorità* contro l'indomito, i due uccelli da preda volsero incontro al 109, che non rinunziò al suo dovere.
    Una giostra veloce, l'astuzia... già*, la forza gemella, ed uno di loro dal basso centrò l'avversario.
    Vide i suoi traccianti, per un brevissimo attimo, cucire insieme i due aerei, Vide l'aria sparire al suo simile, vide il fumo, vide l'agile macchina, già* padrona del cielo, cessare di esistere.

    EPILOGO
    Tutto questo è avvenuto l`11 Novembre 1943, verso le 10,15 circa, sulla verticale di Sonnino (LT).

    Da un libro che parla (brevemente, oltre alle testimonianze di chi c`era) di questa storia, edito nel 2008, quindi dopo 65 anni, ho ricostruito gli attori:

    L'aereo Tedesco, un Messerschmitt BF-109G/6 (numero sulla carlinga 2 bianco - matricola militare Werk nr. 160071), era pilotato dal Sergente Gustav Ohmert, appartenente al 1^ Staffel del Jagdgeshwader 77° "Herz Ass", con base a Centocelle (RM).

    Dei due Spitfire Mark IX, appartenenti al 307^ Fighter Squadron - 31° Fighter Group, con base a Pomigliano d'Arco, rivendicò la vittoria confermata il 1° Tenente Clark John L.Jr.

    A me piace pensare che forse il pilota tedesco (lanciatosi con il paracadute e giunto a terra sano e salvo) deve la vita a questo proiettile, difettoso, che non si incendiò.

  2. #2
    Utente registrato L'avatar di stahlelm16
    Data Registrazione
    Dec 2009
    Località
    Veneto
    Messaggi
    1,311

    Re: Storia di un proiettile

    molto interessante.un cimelio ritrovato ha sempre carico di fascino.se poi tu trovassi un bossolo 50 bellico in luogo di quello post bellico credo sarebbe il massimo.comunque complimenti
    Lassù pugnammo. Lassù caddero gli eroi fratelli
    per la grandezza della Patria.
    Il più vasto confine a lei consacrato,
    vigila e difendi con la fede dei forti


    Dal monumento al Vecio e al Bocia sito alla caserma Salsa di Belluno, sede del glorioso 7° Alpini

  3. #3

    Data Registrazione
    Jul 2010
    Località
    Castelfiorentino (FI)
    Messaggi
    82

    Re: Storia di un proiettile

    Veramente so chi ne ha un paio di quelli piovuti in paese al momento, ma non me ne ha mai voluto cedere uno, neanche in cambio di un 37 mm.

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di stahlelm16
    Data Registrazione
    Dec 2009
    Località
    Veneto
    Messaggi
    1,311

    Re: Storia di un proiettile

    che peccato se riesco a recuperarne uno te lo mando volentieri.vedrò di mobilitarmi per vedere se ne recupero uno
    Lassù pugnammo. Lassù caddero gli eroi fratelli
    per la grandezza della Patria.
    Il più vasto confine a lei consacrato,
    vigila e difendi con la fede dei forti


    Dal monumento al Vecio e al Bocia sito alla caserma Salsa di Belluno, sede del glorioso 7° Alpini

  5. #5
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Nov 2009
    Località
    Veneto
    Messaggi
    266

    Re: Storia di un proiettile

    Storia veramente affascinante!
    Erano pochi ,se non ricordo male, gli Spit armati di cal.50,poiche nelle varie versioni l'armamento ospitato nelle ali era generalmente l'onnipresente .303 British o successivamente cannoncini Hispano da 20 mm che tendevano però ad incepparsi alle quote piu' elevate, per questo vi fu una versione specifica (non ricordo piu' quale )destinata ad intercettare il ricognitore tedesco Ju 86 d'alta quota che adottò appunto la .50BMG. yankee.

  6. #6
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    10,266

    Re: Storia di un proiettile

    Simpatico racconto che esula dai soliti aridi rapporti.
    Attendo la foto perchè sono curioso di vedere come si riduce un incendiario che non brucia completamente.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  7. #7
    Banned
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Località
    Venezia
    Messaggi
    5,055

    Re: Storia di un proiettile

    La storia è piaciuta molto anche a me! Attendo di vedere il protagonista!

  8. #8

    Data Registrazione
    Jul 2010
    Località
    Castelfiorentino (FI)
    Messaggi
    82

    Re: Storia di un proiettile

    Grazie, ma oramai se tolgo il bossolo devo rifare la tavoletta, e dietro ci sono appiccicate le annotazioni che man mano ho ricevuto, mi spiacerebbe rifarle ex novo.
    La digitale rientra domenica sera, anche se non sarà* nulla di eccezionale.
    Sono più interessanti i commenti dei testimoni, rilasciati dopo tanti anni all'autore del libro (prop. letteraria riservata, altrimenti erano solo un paio di pagine in .pdf).
    Per quanto riguarda l'armamento del Mk 9, credo si trattasse della versione "B", equipaggiata con 4 cal. .50 e 2 ca. 20 mm..

  9. #9
    Moderatore
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Veneto
    Messaggi
    15,611

    Re: Storia di un proiettile

    Simpatico racconto.
    luciano

  10. #10
    Utente registrato L'avatar di Artmont
    Data Registrazione
    Jun 2009
    Località
    Friuli
    Messaggi
    350

    Re: Storia di un proiettile

    Bella, mi piace, anche io tempo fa ho raccontato la storia di un bossolo su un altro forum, ed è piaciuta a molti, se qualcuno è curioso posso metterla anche qui (vi avviso che si riferisce al dopoguerra però).
    Aspettiamo le foto.

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
  • Il codice BB è Attivato
  • Le faccine sono Attivato
  • Il codice [IMG] è Attivato
  • Il codice [VIDEO] è Disattivato
  • Il codice HTML è Disattivato