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Discussione: Tenente Romeo RODRIGUEZ PEREIRA MOVM

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    Tenente Romeo RODRIGUEZ PEREIRA MOVM

    Tenente Romeo Rodriguez Pereira
    (Napoli il 29 novembre 1918 - Roma Fosse Ardeatine 24 marzo 1944)
    ufficiale dei carabinieri, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
    Nel 1940 era uscito dall'Accademia militare di Modena col grado di sottotenente dei carabinieri. Volontario in Africa settentrionale nella seconda Guerra mondiale, vi aveva combattuto per pochi mesi, ottenendo una Medaglia di bronzo sul campo. Rimpatriato per malattia nel 1942, gli fu affidata la Tenenza di Roma-Ostia e poi quella di Roma-Appia, dove si trovava al momento dell'armistizio. L'8 settembre 1943, il giovane ufficiale dei CC fu tra i militari che si opposero all'ingresso dei tedeschi nella Capitale. Arrestato il 7 ottobre, Rodriguez Pereira fu avviato verso un campo di concentramento in Germania. A Pordenone, durante una sosta del convoglio di deportati, l'ufficiale riesce ad evadere. Torna a Roma ed entra nelle file della Resistenza militare, operando in una formazione del generale Filippo Caruso. Il 10 dicembre 1943, sorpreso con altri militari durante una riunione clandestina, Rodriguez Pereira finisce prima in via Tasso e poi a Regina Coeli. Né le torture, né l'arresto della moglie Marcella inducono l'ufficiale a parlare. Condannato a morte, sarà fucilato alle Fosse Ardeatine.
    «Comandante di tenenza, in momenti particolarmente difficili per il Paese, conscio dei suoi doveri di soldato, si rifiutava di consegnare al nemico i militari dipendenti e l’armamento. Deportato per tale suo fiero atteggiamento, riusciva a sfuggire con grave rischio trascinando in salvo molti dei suoi gregari. Rientrato in sede, pur sapendosi attivamente ricercato, iniziava tra enormi difficoltà e pericoli l’organizzazione di un nucleo armato, dando ai suoi dipendenti assistenza morale e materiale. Incurante dei bandi nazisti si prodigava instancabilmente per trasportare e nascondere armi necessarie ai suoi organizzati. Catturato su delazione, sebbene sottoposto a torture, manteneva assoluto silenzio, evitando di far scoprire le file dell'organizzazione di cui era l'animatore. Nessuna lusinga o allettamento dei suoi aguzzini lo faceva deflettere dal giuramento prestato. Compreso solo del bene della Patria donava la sua giovane esistenza, affrontando serenamente la morte per fucilazione nelle Fosse Ardeatine. Luminoso esempio di fedeltà, di onore e sprezzo della vita.[1].» Fronte clandestino di resistenza, 7 ottobre 1943 -24 marzo 1944.
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    " Usi obbedir tacendo e tacendo morir....."

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