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Discussione: titoli visti in giro

  1. #1
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    titoli visti in giro

    Posto qui di seguito alcuni titoli di libri che penso possano interessare gli amici del forum, precisando che non li possiedo e qundi non posso dare commenti sul contenuto:
    LAGER ITALIANI di Alessandra Kersevan casa editrice NUTRIMENTI eur 18 pag 287. Parla dei campi di concentramento realizzati in Italia dal 41 al 43 per gente rastrellata nei territori della Yugoslavia. Spero che i nosti amici di Trieste e dintorni ne siano più informati;
    L'impero casa
    GIOVINEZZA le organizzazioni giovanili fasciste
    I GERARCHI DEL DUCE tutti della casa editrice EDITORIALE NUOVA visti questa mattina nella vetrina della libreria del mio paese.
    sven hassel
    duri a morire

  2. #2
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    Re: titoli visti in giro

    Il libro sui lager italiani l'ho comprato, ma confesso che non ho ancora avuto il coraggio di leggerlo. La figura del prigioniero scheletrico, in copertina, mi fa troppa impressione, forse perchè un campo l'ho visitato, anni fa, ed è stato abbastanza impressionante scoprire che "gli italiani brava gente" ..... sono una favola.

    http://www.booksblog.it/post/2779/aless ... r-italiani

    So che c'erano parecchi campi di concentramento gestiti da soldati italiani, sia in Italia che in Dalmazia, dove venivano mandati tutti quelli che erano sospettati di essere parenti di partigiani, ma anche gli abitanti di Lubiana, che era stata dichiarata provincia italiana e quindi doveva essere italianizzata velocemente, eliminando gli autoctoni.
    Fino a pochi anni fa non se ne parlava. Io ho saputo dell'esistenza di campi di concentramento gestiti da soldati italiani solo durante una gita sull'isola di Arbe/Rab, nell'ex Jugoslavia, parecchi anni fa. Prima credevo, come si diceva, che la Risiera di Trieste fosse l'unico campo di concentramento in Italia, ma gestito dai tedeschi.
    Quella volta ci hanno fatto visitare il campo di concentramento di Kompor o Kampor/Campora.
    Il numero dei civili sloveni morti in quel campo non è certo, varia, secondo le fonti tra 1500 e 6000.
    All'ingresso, un mosaico raffigura due corpi scheletrici che spezzano le catene e, tutto attorno, in diversi quadretti: case, animali al pascolo, fabbriche. Poi appare la lupa di Roma. Seguono case bruciate, fabbriche distrutte, animali morti. Finchè arriva la stella rossa e di nuovo si vedono le case e le fabbriche e gli animali tornano a pascolare.
    Nonostante questa raffigurazione esplicita, una signora ha chiesto ripetutamente alla guida: "Ma erano tedeschi?" E la guida: "No, signora erano soldati italiani" E lei: "Tedeschi?" "No. Italiani". Finchè si è allontanata, probabilmente pensando che la guida non capiva niente.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_c ... to_di_Arbe

    Un altro campo per sloveni si trovava a Gonars, in Friuli. Nel cimitero c'è qualche centinaio di lapidi. Ma poi c'erano decine di campi in tutta Italia, anche nel meridione. Non ho sotto mano i nomi delle località*. Un collega mi ha mostrato anni fa un articolo su un giornale sloveno, non ho capito il testo, ma ricordo la piantina d'Italia con tanti puntini, a segnare i campi di concentramento.

    Se trovo la forza di leggere il libro, sarò più precisa.

  3. #3
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    Re: titoli visti in giro

    Sto sfogliando il libro.
    Ecco alcuni dei campi di concentramento o di lavoro, dove, per le precarie condizioni igieniche e per la carenza di cibo, trovarono la morte migliaia di civili internati:

    Cighino, vicino a Tolmino, ora in Slovenia
    Gonars (Provincia di Udine)
    Poggio Terza Armata (Sdraussina), Castagnevizza e Fossalon di Grado (Provincia di Gorizia)
    caserma di Monigo (Treviso)
    caserma di Chiesanuova (Padova)
    isola di Arbe - Rab (ora in Croazia)
    Cairo Montenotte (Prov. di Savona)
    Fraschette di Alatri (Prov. di Frosinone)
    Renicci
    Colfiorito
    Tavernelle - Pietrafitta (Prov. di Perugia), Ellera e Castelsereni (tutti in Umbria)
    Sospello
    Visco (Prov. di Udine)
    Carpi
    Castel Raimondo (Macerata)
    Ceprano (Frosinone)
    Labico (Roma)
    Ferramonte
    Pisticci
    Farfa Sabina (Rieti)
    Porto Re (Kraljevica), isola di Brazza, isola di Lesina, isola di Mezzo (in Dalmazia)
    Non c'è un elenco nel libro. Ho tirato fuori i nomi dal testo e me ne può essere sfuggito qualcuno.

    Non esistono dati ufficiali sul numero degli internati, i loro nominativi, dove sono stati internati e per quale motivo, scriveva l'alto commissario Grazioli al Ministero degli Interni il 18 gennaio 1943.
    I dati non venivano forniti per una precisa scelta del governo.
    Il Comitato Internazionale della Croce Rossa di Ginevra chiedeva nel maggio 1942 l'elenco dei campi di concentramento ufficialmente riconosciuti nel Regno, ma il Ministero dell'Interno era disposto a comunicare solo l'elenco dei campi dove si trovavano sudditi di Stati nemici, ma non quelli dove si trovano connazionali ed elementi provenienti dalle zone occupate. Gli internati ex jugoslavi erano considerati "affare interno".
    Il generale Roatta, comandante della II Armata, aveva avuto ordine di sgomberare dalla Provincia di Lubiana 30.000 civili, inviandoli in campi di concentramento all'interno del Regno.
    Secondo un "Appunto per il Duce" nell'estate 1942 gli internati erano almeno 52.800.
    Una Commissione d'indagine jugoslava per l'accertamento dei crimini degli occupanti fornì la cifra di quasi 150 mila civili internati dagli italiani, mentre uno studio jugoslavo del 1982 ha fissato il numero a quasi 110 mila internati prima dell'8 settembre 1943.

    Secondo la testimonianza di un internato, nel luglio 1942, nel campo di Gonars, la razione quotidiana di cibo era:
    una piccola pagnotta di 100 grammi per tutto il giorno
    al mattino un gavettino di surrogato di caffè
    due volte al giorno del brodo chiaro con un miscuglio di zucche, cavoli e cappucci in cui nuotavano alcuni risi e maccheroni.

    Il campo di Renicci (Arezzo) si trovava in un bosco di querce e pare che gli internati fossero ridotti a nutrirsi di ghiande.

    Cinico appunto manoscritto del generale G. Gambara del 17.12.1942:
    "Logico ed opportuno che campo di concentramento non significhi campo di ingrassamento.
    Individuo malato = individuo che sta tranquillo...."

    Nel complesso, direi che è il caso di leggere questo libro.

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