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Discussione: TOLLO-ORTONA 21 dicembre 1941

  1. #1
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    TOLLO-ORTONA 21 dicembre 1941

    Questa è la storia di mio fratello Tomaso Tiberio scrittore e ricercatore storico, nato a Tollo il 21 dicembre 1941 (il suo vero nome è Tommaso, ma sui suoi libri si firmava così), nato in questo piccolo paese della provincia di Chieti, posto su un colle a pochi km da Ortona e quindi dal mare.
    In paese si coltiva da sempre la vite, forse unica forma di sostentamento, questo giustifica la presenza di ben 2 cantine.
    Si usava e si usa ancora oggi, che la sposa vada a vivere in casa dei suoceri, così Tomaso è nato nella casa dei nonni paterni.
    La nostra era una classica famiglia di campagna, dove ognuno aveva un ruolo ben preciso, mia nonna badava i bambini, mia madre cucinava e faceva il pane
    (a chili, le famiglie erano molto numerose) lavoro molto faticoso, mentre mio padre si dedicava alla vigna.
    Tomaso sta crescendo, a fine '43 nasce nostra sorella Agnese, in un momento molto doloroso e difficile per la storia del nostro paese.
    La nascita di Agnese coincide con l'inizio dei bombardamenti da parte degli alleati, allo scopo di portare allo scoperto i tedeschi rifugiati in paese, mentre questi ultimi , per lasciare solo terra bruciata dietro di loro, minavano le ultime case rimaste ancora in piedi.
    Tollo è stata completamente distrutta ( . . . . and was virtually destroyed.) queste sono le precise parole riportate su un dispaccio della RAF (documento in possesso di mio fratello).

    . . . . e la storia non finisce qui . . . .

    Per oggi è tutto

    Un saluto Remo []






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  2. #2
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    . . . . anche la mia casa avrebbe fatto la stessa fine. . . i tedeschi erano sempre più vicini. Mio padre, reduce dalla Campagna d'Africa, dove era impegnato come barelliere, non si fece prendere dal panico. Era abituato a destreggiarsi nelle situazioni pericolose e a risolverle all'istante. La guerra, il deserto . . . chissà* quante atrocità* avrà* visto.

    Vi presento la piccola collezione di famiglia, queste sono le decorazioni appartenute a mio padre (scusate le immagini non sono perfette)
    Anch'io ho aperto l'armadio . . . . e sono saltati fuori questi scheletri!!
    Che ne dite?

    Remo. []












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  3. #3
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    Così mio padre, prima dell'arrivo dei tedeschi, macellò e mise nel forno le 5 o 6 pecore rimaste, mentre mia madre preparò una decina di pizze fatte con la farina di granturco. Tutto ciò venne riposto nei sacchi, serviva per poter affrontare un numero imprecisato di giorni, lontani da tutto e da tutti.
    Appena finito di mettere insieme quelle poche cose, fecero appena in tempo ad uscire di casa, infatti, poco dopo sentirono un botto . . . anche la nostra abitazione, come tutte le altre, fu fatta saltare in aria, nessuno ebbe il coraggio di girarsi.
    Si rifugiarono in una grotta dove rimasero nascosti per un mese e mezzo circa, Tomaso, era ancora molto piccolo, aveva quasi 2 anni, stava sempre vicino alla nonna, mentre mia madre cercava di allattare mia sorella.
    La fame, il freddo, la neve, l'umido e la paura facevano da padroni. I bambini crescevano tra gli stenti e la stagione non aiutava ad affrontare in maniera diversa questa situazione.
    Erano in tanti dentro al quel ricovero e il cibo che si erano portati non è stato sufficiente per tutto il periodo di permanenza nella grotta.
    Finalmente venne il giorno in cui uscirono allo scoperto . . . .


    Per stasera basta così, che dite?

    Buonanotte a tutti. Remo

    P.s. lasciatemi pure qualche commento

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  4. #4
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    I racconti mi hanno sempre incuriosito ti ho letto con piacere e continuerò a farlo.
    Se non sbaglio non molto tempo fa per televisione si è parlato di questo paese.
    [ciao2]
    luciano

  5. #5
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    Ciao Luciano e grazie per il tuo incoraggiamento!

    Mi sono improvvisato scrittore e non sono molto all'altezza . . . cercherò di raccontare i fatti accaduti il meglio possibile.
    Se ci sono domande fate pure, sarò lieto di rispondervi.

    Ciao, ciao Remo


    . . . . beh!! Finalmente per modo di dire . . . . le disavventure e le avversità* non erano ancora finite.

    Usciti da quei rifugi, tra l'altro alcune di queste grotte esistono ancora, si sono diretti, o almeno l'intenzione era questa, verso Chieti dichiarata città* aperta.

    Mio padre, nel frattempo, si era dato alla macchia portando con sè il cavallo e la vacca. Durante la guerra i tedeschi requisivano molti beni ai civili, così mio padre nascose i due animali per non farglieli trovare.

    Oltre le due bestie anche lui era in pericolo, in quanto, sempre i tedeschi, prendevano gli uomini e li mettevano a scavare le trincee, necessarie, in quel momento per mettersi al riparo e per sfuggire dal fuoco dell'artiglieria alleata.

    Le donne, i vecchi e i bambini continuarono il loro stanco e lungo cammino. Erano tutti molto stremati, mia madre perse molti chili, era irriconoscibile, se pensate che stava allattando mia sorella, anche lei nonostante fosse molto piccola, non aveva più nè la forza di muoversi e nè quella di piangere.

    Mio fratello stava in braccio della nonna, la quale ebbe la brillante idea di nascondere, i pochi soldi che avevano, sotto gli abiti di Tomaso, al momento era l'unico nascondiglio più sicuro, anche per questo motivo la nonna non gli staccava mai gli occhi di dosso.

    Arrivarono al primo bivio e furono costretti a fermarsi perchè . . . . .

    Alla prossima Remo




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  6. #6
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    Ho visto questo topic solo ora e me lo sono letto tutto d'un fiato!
    Complimenti scrivi molto bene e non vedo l'ora di sapere il resto della storia!!
    [ciao2][ciao2] franz
    scavare è bello!
    E’ un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto...

  7. #7
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    . . . . e furono costretti a fermarsi, perchè le loro teste vennero sfiorate dalle cannonate dell'artiglieria pesante alleata che sparava da Ortona in direzione Miglianico (paese vicinissimo a Tollo). La mia famiglia senza farlo apposta, si era trovata in mezzo ad un inferno di fuoco e fiamme. Riuscirono a mettersi in salvo ed a nascondersi in un casolare abbandonato. Tomaso piangeva, la fame e il freddo . . . e come se non bastasse, aveva cominciato anche a nevicare.

    Il settore del fronte, lungo circa 35 km, passava per Tollo, Crecchio, Orsogna, Guardiagrele, e Pennapiedimonte. Tollo era stata scelta dai tedeschi per sbarrare l'avanzata dell'8^ armata.
    Per mettere in atto questo piano d'azione, i tedeschi, si erano serviti di reticolati, zone minate e casali fortificati, per creare dei piccoli e numerosi capisaldi.
    Si trattava di reparti appostati in maniera campale, sparavano con armi automatiche, si potevano spostare facilmente e velocemente da un punto all'altro.
    Quegli uomini erano stati messi lì, per ritardare l'avanzata degli alleati.

    Vi allego una foto di Tollo dopo il bombardamento, sono foto scattate dall'unico fotografo del paese il signor Criber, questa che vedete fa parte della sua collezione, ovviamente ce ne sono molte altre. Anche la foto del mio avatar fa parte dello stesso gruppo.
    Perchè non venite al raduno-mostra di Tollo il 19-20 luglio? Potreste ammirare tutta la collezione al completo e non solo, ci saranno anche altri documenti inediti.






    Come potete vedere, Tollo fu totalmente annientato, è per questo motivo che è stato dichiarato il 2° paese più distrutto d'Italia, dopo Cassino.
    Sempre per lo stesso motivo, in occasione del 50° anniversario della liberazione, è stata assegnata al nostro paese, dal presidente Ciampi, la medaglia d'argento al valore civile, dedicata ai cittadini caduti durante il conflitto.
    La richiesta alla Presidenza della Repubblica, per ottenere la medaglia, è stata scritta da mio fratello.

    Ovviamente la storia continua . . . .




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  8. #8
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    molto interessante e a me vicina..

    mio padre è di Catignano, alcuni zii stavano a Miglianico..
    altri zii..furono presi a scavar trincee...ad Ortona.

    anche uno di questi zii..aveva una cavalla e coltivavano l'olio..
    vennero fatti saltare in aria..ponticelli..pini a decine sulle strade..fattorie..

    questo per dirti che la vicenda mi fa ricordare luoghi che ho visto e racconti che ho udito..e che confermo..

    ciao
    digjo
    Ciao
    digjo

  9. #9
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    Storia di famiglia molto interessante.. complimenti.. continuerò a leggerla..
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  10. #10
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    Facciamo una piccola pausa della storia della mia famiglia, vorrei farvi conoscere mio fratello, in qualità* di ricercatore e scrittore autodidatta.
    Per i tempi che correvano non ha avuto la possibilità* di studiare, infatti aveva solo la licenza elementare, è stato l'amore sviscerato per la storia del suo paese, che lo ha portato a fare tutte queste ricerche.
    Pensate che si è scritto e studiato tantissimo su Ortona e quasi niente su Tollo e dintorni.
    Le sue ricerche non sono riferite solo ad un periodo della storia, ma spaziano dall'archeologia ai tempi nostri, presto vi mostrerò che non occorre la laurea e ne internet per poter svolgere delle ricerche storiche, è la passione che muove tutto.


    Vi presento Tomaso (scusate per la foto, non è delle migliori, risale ad una decina di anni fà*). Era un ricercatore e forse anche collezionista, se così si può definire una persona che accumula una quantità* industriale di fotocopie di documenti d'archivio, alcune sono relative al periodo del 1700.



    Questa è la copertina del primo libretto (di poche pagine) che ha scritto e stampato in proprio nel 1988.
    Riguarda la festa religiosa del paese che si svolge la 1^ domenica d'agosto ed è dedicata alla Madonna del Rosario, con rievocazione storica della battaglia tra cristiani e turchi, questi ultimi invasero le coste abruzzesi nel 1566, mentre la battaglia vera e propria è avventua nel 1571.




    Questa è l'introduzione - prefazione del libretto di Tomaso:

    In queste poche pagine vi è la storia di un paese, di un popolo e del suo passato religioso, di una delle sue feste più belle ed importanti.
    L'autore si scusa a chi legge per eventuali errori di grammatica, ma spera che la sua opera sia compresa da tutti.
    Questo piccolo libro è nato con il boicottaggio degli uomini, ma con l'aiuto di Dio, a tutti io perdono, non a chi crede e non vede. Sono immensamnete contento di avere scritto per sempre la storia della mia gente.
    Lo dedico ai miei avi che un destino avverso le furono negate la scienza dello scibile.

    Tiberio Tomaso

    Questa introduzione sta a confermare quello che ho scritto prima.

    Alla prossima puntata.

    Remo

    P.s. se avete delle domande, fate pure, sarò lieto di rispondervi



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