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Discussione: U-333 capitano Peter Cremer

  1. #1
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    U-333 capitano Peter Cremer

    Una piccola memoria di Peter Cremer uno dei pochi comandanti tedeschi di sottomarini sopravvissuti alla guerra e dopo aver comandato le unità* 152, 333 e 2519 divenne uno degli ufficiali dello stato maggiore dell`ammiraglio Doenitz.
    [attachment=8:3vrwsdl2]Il comandante.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    L`U-333 un sommergibile della classe/tipo VIIC di altura, con un dislocamento di 769 t. in superficie e 871 t. in immersione, con una lunghezza di 66,5 mt. e larghezza 6,2 mt. Con un pescaggio di 4,75 mt.
    Equipaggio di 44 uomini.
    L`apparato propulsore con due motori diesel in superficie di 2.800 hp., motori elettrici in immersione di 750 hp. 2 assi, con una velocità* in superficie di 17,5 nodi e in immersione 7,5 nodi.
    [attachment=7:3vrwsdl2]in cantiere.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    [attachment=6:3vrwsdl2]acquarello.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    ..............quando ci mettemmo di nuovo in mare era già* la metà* di agosto del 1942.
    C`erano voluti 67 giorni per rappezzare il sottomarino e intendo veramente rappezzare, ma le varie lamiere saldate una sull`altra ci davano la sensazione di avere una nave particolare sotto i nostri piedi e inoltre eravamo psicologicamente di nuovo pronti per la battaglia.
    [attachment=5:3vrwsdl2]lui con danni.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    La licenza era finita e il porto era alle nostre spalle.
    Da ordini ricevuti ci dirigemmo nell`area del Golfo di Biscaglia.
    Il primo giorno in mare trascorse tranquillamente e ci diede l`opportunità* di esercitarci nelle consuete manovre, sino a quanto ogni funzione venne svolta a occhi chiusi, sino ad riuscire ad immergerci in meno di mezzo minuto.
    In questa terza nostra perlustrazione non ci venne ordinato di operare da soli, ma ci unimmo a un gruppo di sottomarini, chiamati in codice Blucher.
    [attachment=4:3vrwsdl2]u 333.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    Il 17 agosto il gruppo stabilì il contatto con il convoglio britannico SL 118, che come indicava il numero di identificazione era composto da navi che arrivavano dall`Atlantico del sud e si erano unite in convoglio all`altezza di Freetown, nella Sierra Leone.
    Comprendeva 33 navi mercantili, un incrociatore mercantile corazzato, l`incrociatore ausiliario Che sire, una nave di linea per passeggeri della Bibby Line di Liverpool.
    Il convoglio era protetto sui fianchi da 4 scorte.
    Per un singolo sottomarino che ha un raggio di visuale piuttosto ristretto, è quasi impossibile sorvegliare tutto in una volta.
    Il sottomarino vede solo parti specifiche o particolari importanti, una veduta complessiva è possibile solo con la cooperazione del gruppo, se non è costretto a disperdersi.
    L`attacco contro l`SL 118 durò 3 giorni e non fece conseguire alcun successo al sottomarino 333.
    Non riuscimmo neppure a sparare un colpo.
    Come al solito ero in contatto con il quartier generale di Donitz e mi era stata assegnata una posizione sulla carta nautica e presumibilmente ero stato l`ultimo a unirmi al gruppo come scorta laterale.
    [attachment=3:3vrwsdl2]petroliera.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    Stavamo sempre sul chi vive e in emersione sempre cono i binocoli puntati all`orizzonte.
    Era pomeriggio quando qualcuno gridò all`improvviso"Fumo a babordo", era un convoglio.
    Intravidi l`albero a tripode di una nave da guerra.
    L`albero era massiccio e a prima vista faceva pensare a un incrociatore.
    Avanzai per mantenere il contatto e vidi una seconda nave da guerra con lo stesso albero, ovviamente vedevo solo l`albero, le navi erano ancora al di sotto della linea dell`orizzonte e per questo motivo ritenevo estremamente improbabile che mi avessero visto, ma improvvisamente un aereo comparve in cielo e ci costrinse a un`immersione precipitosa.
    [attachment=2:3vrwsdl2]al periscopio.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    Non sganciò bombe, ma sentivo rumori ravvicinati di eliche.
    Poi ci furono lanci di bombe di profondità*, circa una dozzina che esplosero molto vicine allo scafo che tremò tutto.
    Non persi tempo e mi immersi a 90 metri di profondità*.
    Finalmente ebbi la sensazione di essermi sbarazzato dei miei inseguitori, perché dopo alcune ore le bombe cominciarono a cadere sempre più lontane.
    Il sottomarino imbarcava acqua, che venne scaricata con i secchi nella sentina principale e di li pompata fuori.
    Le bombe di profondità* esplose a poppa avevano sfondato in alto l`asse dell`elica, ciononostante cercai di non perdere il contato con il convoglio e di tanto in tanto riferivo, su onde corte i nostri danni al comandante in capo.
    Nuovi pericoli ci minacciavano dall`interno della nave.
    C`era un odore corrosivo, gli urti violenti avevano scosso le batterie a tal punto che s`era verificata una fuga di gas.
    Se questa mistura si fosse diffusa in quantità* e concentrazione sufficiente sarebbe bastata una scintilla per farci esplodere e le scintille a poppa non mancavano certo, mentre lo stridore dell`elica piegata aumentava, essa era come una macina e provocava una pioggia di scintille.
    La camicia di raffreddamento del condotto di scarico dei motori di tribordo mostrava incrinature che aumentavano.
    La velocità* della nave continuava a diminuire e per quanto tentassimo non riuscivamo a raggiungere il convoglio che comunque era alle prese con gli altri sottomarini, mentre il nostro 333 dovette rientrare in porto, ma rimaneva una domanda, cosa aveva guidato con precisione le navi da guerra verso di me? Quando ancora il mio sottomarino era ancora sotto la linea dell`orizzonte? Ritenni che dovevo essere stato individuato da radar.
    Nessuno allora trovò una risposta.
    Questo accadeva nel 1942.
    Mentre due anni dopo i nostri scienziati stavano ancora discutendo sui sistemi di individuazione delle navi, gli Alleati erano arrivati da tempo a un risultato apparentemente impossibile e nel 42 ne anticiparono la soluzione apparentemente impossibile, quella della individuazione via radio a onde corte e in poche parole l`indicatore di direzione ad alta frequenza HF/DF comunemente noto come Huff-Duff.
    Questo apparecchio era in grado di determinare la direzione di un trasmettitore a onde corte e noi che solitamente tenevamo il silenzio radio, quando comunicavamo la posizione o i danni ma soprattutto quando individuavamo un convoglio attiravamo verso di noi le navi nemiche.
    In pochi giorni il 333 fu riparato e riprendemmo il mare in direzione dell`Africa occidentale, dove era dislocato il gruppo Iltis e dopo il rifornimento da una "mucca da latte" il 6 ottobre 1942 raggiungemmo la nostra area operativa nelle acque di Freetown.
    Tutto ciò che accadde in seguito è annotato sul libro di bordo: ore 4 notte fonda scarsa visibilità*, mare leggermente mosso, ore 5 abbandonai il ponte per tenere sotto controllo la navigazione e i fondali scandagliabili.
    Pochi minuti dopo qualcuno gridò "capitano sul ponte" a circa 500 metri a poppa stava avanzando verso di noi un`ombra a velocità* massima, la visibilità* era di circa 2 miglia, la luna coperta da nuvole, la fuga era impossibile e se ci fossimo immersi, la corvetta(così risultò essere) ci avrebbe speronato.
    Di lì a poco la corvetta aprì il fuoco con cannoni e mitragliatrici.
    Virai bruscamente a tribordo e andai avanti a tutta forza.
    Data la distanza ravvicinata tutti quelli che si trovavano sul ponte rimasero feriti.
    Il primo ufficiale ed io ci rialzammo contemporaneamente, io avevo diverse schegge nel braccio, con il braccio sano aiutai i feriti che giacevano sul ponte a tornare giù attraverso la torretta di comando.
    Intanto la corvetta continuava a fare fuoco.
    Virai nuovamente per evitare di essere speronato e feci il possibile per mettermi in posizione per poter lanciare i miei siluri, niente da fare, giravamo in cerchio l`uno intorno all`altro, così vicini che il suo riflettore illuminava dall`alto la mia torretta.
    Continuavamo ad avvicinarci fino che vi fu uno schianto, le mie manovre attutirono l`impatto, ma le due navi rimasero agganciate l`una contro l`altra per un periodo di tempo che a me sembrò un`eternità*.
    Ordinai agli uomini di tenersi pronti con i giubbotti e con le attrezzature di salvataggio, avendo ormai la certezza di non poter salvare la nave.
    Fui ferito nuovamente e malgrado tentassi di sfuggire al nemico, la corvetta seguiva ogni mio singolo movimento.
    Indebolito per la perdita di sangue, decisi di immergermi, era l`ultimo tentativo per salvare il 333.
    Presi una rotta parallela e avanzai verso la corvetta.
    La mia nave aveva una inclinazione così forte che il nostro avversario pensò che stessimo per capovolgerci e si accinse per speronarci nuovamente.
    Virai bruscamente alla massima velocità*.
    Anche lei era rimasta danneggiata e non riusciva a fruttare abbastanza in fretta la situazione, così mi immersi a capofitto di prua.
    A causa dei nostri danni poteva sembrare che stessimo affondando.
    Ordinai una profondità* di 20 metri, interruppi la corrente e ci adagiammo sul fondo.
    Nel frattempo la corvetta scaricava bombe di profondità*.
    Dovevamo rialzarci dal fondo e decisi di riemergere e scappare protetto dal buio.
    La corvetta sparò razzi illuminanti ma non si accorse della mia presenza.
    A causa della perdita di sangue non ero quasi più in possesso delle mie facoltà*, così il secondo ufficiale di vedetta richiese al comando generale una nave con assistenza medica.
    Settantadue ore dopo lo scontro incontrammo la nave di rifornimento.
    [attachment=1:3vrwsdl2]rifornimento.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    Ci inviarono un ufficiale per sostituirmi (il capitano Kasch) e per riportare il sottomarino a casa alla base di La Pallice/La Rochelle
    Bisognava comunque stare all`erta, in quanto potevamo incrociare i sottomarini britannici che avrebbero tentato di intercettarci all`ultimo momento, infatti nel pomeriggio inoltrato del penultimo giorno il 21 ottobre 1942 la guardia sul ponte gridò "Scia di siluro a dritta" , virammo bruscamente a sinistra, poi riconoscemmo 4 scie di siluro molto vicine.
    Evidentemente i siluri erano stati lanciati senza angolo di diffusione.
    Potevamo sentire nel sottomarino il ronzio acuto delle eliche che diveniva sempre più forte e, dopo che ci passarono accanto, udimmo 4 grosse esplosioni al termine della loro corsa.
    Il 23 ottobre giungemmo a La Rochelle, entrammo nella chiusa con tre morti, due marinai gravemente feriti e una nave distrutta.
    [attachment=0:3vrwsdl2]sommergibile danneggiato.jpg[/attachment:3vrwsdl2]
    Il misterioso sottomarino britannico che ci aveva attaccati aveva riferito che eravamo affondati.
    Il mio ufficiale di guardia e l`ufficiale sostituto erano ancora vivi, ma per poco, la morte li avrebbe raggiunti su altri sottomarini.
    Io trascorsi molti mesi in ospedale.
    Che ne fu del comandante della corvetta Crocus?
    Dopo la guerra venni a sapere sul mio ex antagonista.
    Era un neozelandese di nome Holm, aveva saputo dei momenti difficili che attraversava la Germania, così entrò in contatto con mia madre per poter inviare pacchi di cibo.
    Grande fu la sorpresa quando venne a sapere che ero vivo.
    Mi scrisse di sua iniziativa "Caro signore, spero che lei sappia leggere l`inglese meglio di quanto sappia io il tedesco, sono riuscito ad avere il suo indirizzo dall`Ammiragliato britannico a Londra. Sono rimasto più che sorpreso nel venire a sapere che non ho affondato il sottomarino 333 e mi fa piacere che lei sia riuscito a riportare alla base francese la sua nave gravemente danneggiata.
    Due uomini che erano stati l`uno alle costole dell`altro, senza mai essersi visti in faccia, diventarono amici.

    fine
    fonte cartaceo cocis49
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    luciano

  2. #2
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    Due uomini che erano stati l`uno alle costole dell`altro, senza mai essersi visti in faccia, diventarono amici.

    Che storia che ci hai raccontato lucianone,e che finale incredibile
    Grazie

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    Interessante sunto, le notizie da dove vengono?
    Se fosse un libro si potrebbe avere il titolo?
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  4. #4
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    Questo è un argomento molto interessante, bel topic

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di silent brother
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    Un bel racconto, molto interessante!
    DANIELE
    "Ad unum pro civibus vigilantes"

  6. #6
    Moderatore
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    Citazione Originariamente Scritto da Andrea58
    Interessante sunto, le notizie da dove vengono?
    Se fosse un libro si potrebbe avere il titolo?
    Mi dispiace ma non è un sol libro, posso dirti però che Cremer pubblicò verso la fine degli anni 80 un libro dal titolo "La storia di un asso dei sottomarini" che fu un best seller negli Stati Uniti .
    Grazie a tutti.
    luciano

  7. #7
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    Citazione Originariamente Scritto da cocis49
    Citazione Originariamente Scritto da Andrea58
    Interessante sunto, le notizie da dove vengono?
    Se fosse un libro si potrebbe avere il titolo?
    Mi dispiace ma non è un sol libro, posso dirti però che Cremer pubblicò verso la fine degli anni 80 un libro dal titolo "La storia di un asso dei sottomarini" che fu un best seller negli Stati Uniti .
    Grazie a tutti.
    Grazie, magari Tuttostoria...
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di Blaster Twins
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    Un altro super topic, Cocis. Complimenti.
    A/F 505 PIR 82ND AIRBORNE DIVISION "ALL AMERICAN"
    H-MINUS
    ALL THE WAY!

    www.progetto900.com

  9. #9
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    Citazione Originariamente Scritto da Blaster Twins
    Un altro super topic, Cocis. Complimenti.
    Complimenti.Quoto
    ... Oh si, credo che l'inferno di Satana sia nulla di fronte alla lotta sostenuta nella piana di Gela!
    T.Col. Dante Ugo Leonardi 34° rgt ftr Livorno[left:3plznhey][/left:3plznhey]

  10. #10
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    Re: U-333 capitano Peter Cremer

    bellissimo topic. grazie
    .."Collezionare per me è un modo come un altro per sognare"... G.B.

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