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Discussione: Umberto Cagni, Ammiraglio ed Esploratore.

  1. #1
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Umberto Cagni, Ammiraglio ed Esploratore.

    In uno dei mercatini delle pulci che frequento abitualmente, la mia attenzione è stata attratta dalle stellette coronate che s'intravvedevano al bavero di un ufficiale della Regia Marina in un quadretto di tre foto, buttato malamente a terra tra centinaia di cianfrusaglie varie.

    L'immagine, assieme alle altre due che vedete, erano all'interno di un malconcio quadretto.
    Le foto erano quasi completamente sommerse da quella che, nelle ore antelucane, temevo essere muffa e che, fortunatamente, si è rivelata essere solo una fitta rete di ragnatele, quando a casa e con ogni delicatezza ho smontato la cornice.

    Pulendo l'insieme spazzolandolo delicatemente con un pennellino, è uscita fuori la dedica dell'Ammiraglio Umberto Cagni.

    Cagni fu davvero un grande Italiano: figura di primo piano della Regia Marina, ma anche del Pionierismo dell'esplorazione Artica, in imprese compiute assieme all'amico Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, il celebre duca degli Abruzzi.

    La dedica è indirizzata all'originario possessore del trittico (del quale non riesco a decifrare il cognome) e che evidentemente partecipò col Duca ed il Cagni all'esplorazione verso il Polo Nord del 1899.

    La città con cattedrale e guglie orientaleggianti non son ancora riuscito ad individuarla;
    i cani da slitta erano quelli adoperati nella spedizione e l'imbarcazione su cui sono è sicuramente la "Stella Polare"; il personaggio che accarezza i cani, forse il destinatario della dedica.

    Una "Scheggia di Storia" che mi auguro Vi sia gradita, come lo è per me il condividerla con Voi.

    Da Wikipedia:
    Biografia

    Il padre, generale dell'esercito piemontese, lo iscrisse a 14 anni nella Scuola di marina di Napoli. Proseguì gli studi alla marina di Genova, conseguendo il grado di guardiamarina nel 1881.[1]

    Dal 1882 al 1885 fece il giro del mondo sulla nave Vittor Pisani. Nel 1895, sulla Cristoforo Colombo, intraprese un altro viaggio che durò quattro anni, compresa una spedizione dalla Terra di Francesco Giuseppe, destinazione Polo Nord, che fallì.

    Nel 1897 partì con l'amico Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, duca degli Abruzzi per l'Alaska alla conquista della vetta del monte Saint Elias, che avvenne il 2 agosto dello stesso anno.

    Nel 1899 partecipò alla spedizione al Polo Nord con la Stella Polare, organizzata da Luigi Amedeo di Savoia. Riuscì tra la fine di marzo ed il 25 aprile dello stesso anno, a raggiungere la più alta latitudine mai prima toccata dall'uomo sino a quel momento: 86° 34'.

    Nel 1909 si distinse particolarmente per i soccorsi portati a seguito del terremoto di Messina.[2]

    Nel 1911 sbarcò con poche centinaia di soldati in territorio libico partecipando alla guerra italo-turca] e durante la prima guerra mondiale guidò la flotta d'incrociatori di Brindisi e poi della base navale della Spezia.]

    L'ammiraglio lasciò il servizio militare nel 1923. Morì nel 1932 e fu sepolto nella città natale, Asti.
    La spedizione al Polo Nord

    Con Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, il 12 giugno 1899 l'ammiraglio Umberto Cagni salpò da Christiania (oggi Oslo) sulla baleniera di legno di 350 tonnellate Jason, (ribattezzata Stella Polare) per tentare di raggiungere il Polo Nord per via “di superficie”, cioè su quel mare di ghiaccio e raggiunse la baia di Teplitz.[5] Erano imbarcati, oltre a Cagni e a Luigi Amedeo, dodici italiani, tra cui gli amici (Querini, Cavalli, Molinelli), otto norvegesi (che costituivano l'equipaggio), un centinaio di cani da slitta, provviste alimentari e attrezzature varie.

    Per prepararsi alla spedizione vera e propria, si fermarono a Teplitz nell'inverno, ma la nave, imprigionata dai ghiacci, si squarciò su un lato e venne allestito un campo base di fortuna sulla banchisa; il Duca degli Abruzzi subì l'amputazione di due falangi a causa di congelamenti e dovette rinunciare al tentativo di raggiungere il Polo.[6]

    La spedizione iniziò in primavera, l'11 marzo 1900. I membri si divisero in tre gruppi, con slitte e cani, viveri e materiali: i primi due gruppi, di sostegno al terzo, dopo alcuni giorni di difficoltà, tornarono al campo base contando la perdita di tre uomini. Il terzo gruppo, formato dal comandante Cagni, il marinaio Canepa e le guide valdostane Petigax e Fenoillet, con viveri per tre mesi, il 25 aprile, tra mille difficoltà, raggiunsero gli 86° e 34' di latitudine nord, superando il record di Fridtjof Nansen di 21', a 381 km dal Polo Nord.

    Nel freddo dell'Artico, con strumenti ricognitivi rudimentali e amputazioni per congelamento, decisero però di tornare indietro: dopo dieci giorni di marcia abbandonarono quasi tutto sui lastroni di ghiaccio, alla deriva. Con una sola tenda, dodici cani e le provviste strettamente necessarie sulle slitte rimaste, i quattro uomini riuscirono finalmente a raggiungere la baia di Teplitz, era il 23 giugno 1900. Cagni e i suoi avevano percorso 1400 chilometri in 104 giorni: un'impresa storica.
    Nella letteratura


    Fu riconosciuto valoroso ufficiale anche dagli scrittori del periodo:
    « ….La nostra bandiera
    sta sopra indicibili lande.
    Chi l'ha nell'eterno confitta?
    chi? Stuolo non molto, sì grande.

    E ferro non era
    nelle inaccessibili mani:
    aurighi d'alivola slitta,
    tra un rauco anelare di cani,
    parevano un arido volo
    di foglie, che piccolo e solo
    va con la bufera…. »

    (A Umberto Cagni, Giovanni Pascoli)
    « Penso.(...). la volontà spietata e senza voce che ti facea lo sguardo come il taglio della piccozza.(...).il maglio invisibile che schiacciava i blocchi enormi.(...). le slitte tratte fuori dalle crepe improvvise; la costretta man dolorosa ai ruvidi lavori.(...). la galletta muffita per panatica, all'ansante sete il sorso dell'acqua fetida, ogni penuria, ogni miseria.(...). Le dighe bianche s'alzavano, crollavano.(...).E tu dicevi a te: «Più oltre». L'Oceano era un bàratro di rotte isole. E tu dicevi a te: «Più oltre». Sparivano i due solchi in un tumulto raggiante informe immenso. E tu: «Più oltre!»... »

    (Laudi, Canzone a Umberto Cagni, Gabriele D'Annunzio)
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  2. #2
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    Re: Umberto Cagni, Ammiraglio ed Esploratore.

    Grazie icarus di aver condiviso questo tuo ritrovamento, è molto interessante la dedica dell' Ammiraglio Cagni e le relative foto inoltre è davvero un peccato fosse buttato in un angolo in mezzo alle cianfrusaglie.

    Christian M.
    Virgo fidelis Usi ubbidir tacendo e tacendo morir

    Non nobis domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam

  3. #3
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    Re: Umberto Cagni, Ammiraglio ed Esploratore.

    Risulta anche decorato con due medaglia di bronzo al valore militare.

    Se ti interessa posto le relative motivazioni-

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di 138^Legione
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    Re: Umberto Cagni, Ammiraglio ed Esploratore.

    La seconda foto credo sia una chiesa di qualche citta' baltica..............
    Esistono tre tipi di uomini : Uomini , Ominicchi e Quaquaraquà.........

  5. #5
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Re: Umberto Cagni, Ammiraglio ed Esploratore.

    Citazione Originariamente Scritto da squalone1976
    Grazie icarus di aver condiviso questo tuo ritrovamento, è molto interessante la dedica dell' Ammiraglio Cagni e le relative foto inoltre è davvero un peccato fosse buttato in un angolo in mezzo alle cianfrusaglie.

    Christian M.

    ...sic transit gloria mundi....

  6. #6
    Moderatore L'avatar di icarus68
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    Re: Umberto Cagni, Ammiraglio ed Esploratore.

    Citazione Originariamente Scritto da Valore Militare
    Risulta anche decorato con due medaglia di bronzo al valore militare.

    Se ti interessa posto le relative motivazioni-

    Grazie Valore Militare,
    m'interessano eccome le motivazioni!!

    @138^Legione: penso anch'io sia una chiesa di un località del Baltico....Resta da vedere se l'edificio non è, o meglio era, uno di quei luoghi di culto rasi al suolo durante la dittatura sovietica.

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