Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 16

Discussione: Un Carabiniere disperso in Russia

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di piesse
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Toscana
    Messaggi
    3,700

    Un Carabiniere disperso in Russia

    Sabato mattina, chissà* perché, ho preso la macchina e sono salito su in collina, nel piccolo paese dove è nato mio padre.
    Le meta, il cimitero.
    Non amo i cimiteri, non per il concetto di morte o di tristezza, ma sostanzialmente perché ritengo che il ricordo delle persone care lo si abbia sempre dentro, non c'è bisogno di vedere un pezzo di marmo.
    Però sabato mattina sono andato a vedere la tomba dei miei nonni, forse erano vent'anni che non ci mettevo piede.....

    Il cimitero era deserto, la mattinata piovigginosa, anzi è anche grandinato mentre ero lì.
    Ho cominciato a girare fra le tombe, facce sconosciute, ma così familiari, di contadini e massaie, foto antiche, parecchi uomini in divisa, anche se morti anni e anni dopo le guerre, ma forse l'unica foto buona che avevano era quella fatta all'epoca della Grande Guerra....

    Mi ha sorpreso trovare in quel cimiterino, in quel paesino, caduti un po' dappertutto, e un po' di tutte le armi: un Alpino, alcuni Marinai, una Camicia nera, un Aviere, naturalmente Fanti e Bersaglieri, un paio di Partigiani e altri ancora....

    Cercherò di parlarne di questi sconosciuti, che hanno le facce della gente che conosco, della gente dei miei posti....
    Mi è venuta una strana idea: un libro, locale, con le facce di questi ragazzi di 70 anni fa, e se possibile un po' di storia, se possibile parlare con le loro famiglie, se qualcuno ricorda qualcosa.....proverò.....

    Qui vorrei parlare di un ragazzo con la divisa da Carabiniere, nato nel 1923, disperso in Russia nel 1943, dice l'iscrizione sbiadita e trascurata sulla lapide.
    Sarti Orlando, una faccia da ragazzino, solo la sua foto in questa tomba, fra quelle di babbo e mamma, che invece riposano qui, dopo aver chissà* quanto pianto per questo unico figlio che aveva scelto l'Arma e lasciato la campagna, 70 anni fa; lui chissà* dov'è rimasto, nella lontana Russia.

    Uno degli oltre 700 fra caduti e dispersi; è raro sentir parlare di Carabinieri nel CSIR e nell'ARMIR, ma erano anche là*.
    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login


    • Per poter visualizzare questa immagine devi essere registrato o fare il login



  2. #2
    Utente registrato L'avatar di Blaster Twins
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Piemonte
    Messaggi
    24,090

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    Hai fatto benissimo a ricordarlo, Piesse, sia perchè hai ricordato un Uomo, sia perchè hai ricordato e fatto sapere a molti che lo ignoravano che anche i Carabinieri hanno partecipato alla Campagna di Russia. Un disperso, purtroppo, al 99,9% è un caduto ed è un dovere ricordarlo. Bravo!
    A/F 505 PIR 82ND AIRBORNE DIVISION "ALL AMERICAN"
    H-MINUS
    ALL THE WAY!

    www.progetto900.com

  3. #3
    Moderatore
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Veneto
    Messaggi
    15,611

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    E' giusto ricordarlo e questo ricordo lo hai raccontato in maniera toccante.
    luciano

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    10,266

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    Hai fatto bene a ricordarlo, fa effetto vedere lui giovane ed i genitori anziani sulla lapide. Seppellire un figlio è sicuramente brutto ma non poterlo neanche seppellire deve essere devastante per un genitore.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  5. #5
    Collaboratore
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Località
    Liguria
    Messaggi
    8,022

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    Piesse.. grazie per aver ricordato questo ragazzo e di conseguenza migliaia di tanti altri che hanno sacrificato le loro giovani vite per la Patria..
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  6. #6
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Dec 2008
    Messaggi
    13

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    Citazione Originariamente Scritto da piesse
    Sabato mattina, chissà* perché, ho preso la macchina e sono salito su in collina, nel piccolo paese dove è nato mio padre.
    Le meta, il cimitero.
    Non amo i cimiteri, non per il concetto di morte o di tristezza, ma sostanzialmente perché ritengo che il ricordo delle persone care lo si abbia sempre dentro, non c'è bisogno di vedere un pezzo di marmo.
    Però sabato mattina sono andato a vedere la tomba dei miei nonni, forse erano vent'anni che non ci mettevo piede.....

    Il cimitero era deserto, la mattinata piovigginosa, anzi è anche grandinato mentre ero lì.
    Ho cominciato a girare fra le tombe, facce sconosciute, ma così familiari, di contadini e massaie, foto antiche, parecchi uomini in divisa, anche se morti anni e anni dopo le guerre, ma forse l'unica foto buona che avevano era quella fatta all'epoca della Grande Guerra....

    Mi ha sorpreso trovare in quel cimiterino, in quel paesino, caduti un po' dappertutto, e un po' di tutte le armi: un Alpino, alcuni Marinai, una Camicia nera, un Aviere, naturalmente Fanti e Bersaglieri, un paio di Partigiani e altri ancora....

    Cercherò di parlarne di questi sconosciuti, che hanno le facce della gente che conosco, della gente dei miei posti....
    Mi è venuta una strana idea: un libro, locale, con le facce di questi ragazzi di 70 anni fa, e se possibile un po' di storia, se possibile parlare con le loro famiglie, se qualcuno ricorda qualcosa.....proverò.....

    Qui vorrei parlare di un ragazzo con la divisa da Carabiniere, nato nel 1923, disperso in Russia nel 1943, dice l'iscrizione sbiadita e trascurata sulla lapide.
    Sarti Orlando, una faccia da ragazzino, solo la sua foto in questa tomba, fra quelle di babbo e mamma, che invece riposano qui, dopo aver chissà* quanto pianto per questo unico figlio che aveva scelto l'Arma e lasciato la campagna, 70 anni fa; lui chissà* dov'è rimasto, nella lontana Russia.

    Uno degli oltre 700 fra caduti e dispersi; è raro sentir parlare di Carabinieri nel CSIR e nell'ARMIR, ma erano anche là*.
    Salve piesse....ho visto per caso il tuo messaggio...devi sapere che in tutti i reparti del regio esercito vi era un aliquota di carabinieri con funzioni di polizia militare.......hai mai notato per caso un disegno che vede un soldato a cavallo in Russia che carica sventolando il tricolore? si tratta del C.re PLADO MOSCA, medaglia d'oro al v.m. deceduto durante la ritirata di Russia. Pensa che ho avuto l'onore di conoscere chi oggi lo rappresentanta: si tratta dell'aiutante di sanita POCCIANTI Carlo, che era aggregato alla compagnia RR.CC. della quale faceva parte MOSCA. Carlo abita a pochi metri da casa mia e ci si vede spesso. E' riuscito a riportare quel poco che restava di MOSCA ai suoi familiari che l'hanno giustamente nominato suo rappresentante. Non puoi immaginare quello che mi è stato raccontato da POCCIANTI che è riuscito a tornare a casa a piedi dopo aver percorso quasi mille km rincorso dai russi. Ogni volta che parla dei CC. gli lacrimano gli occhi......purtroppo lui fa parte di una generazione di Uomini che difficilmente ritornerà*. Non vi è teatro operativo che ha visto la presenza di Militari dell'Arma....stanne certo. Persino nell'ultima carica di cavalleria che si è avuta in jugoslavia vi era un aliquota di RR.CC. a cavallo....conosco il figlio di un allora Brigadiere che vi partecipò. Sono sempre a disposizione per parlare di storia e mi sento soddisfatto quando metto a conoscenza altre persone interessate di quelle vicissitudini che mi sono state raccontate direttamente dagli interessati. Un grosso saluto a tutti......ricordate che è grazie al loro sacrificio che l'Italia
    ha meritato il rispetto di tutto il mondo........rammento una famosa frase di Stalin a radio Mosca " SOLO IL CORPO D'ARMATA ALPINO PUO' RITENERSI NON SCONFITTO DALLA CAMPAGNA DI RUSSIA".......

  7. #7
    Utente registrato L'avatar di piesse
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Toscana
    Messaggi
    3,700

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    Ciao Ric., ho letto qualcosa della storia di Plado Mosca; certo, conoscere qualcuno che ti può narrare le cose di prima mano, è importante.

    Anch'io in passato ho avuto modo di conoscere parecchi reduci, ma col tempo se ne stanno andando tutti, e resta il rammarico di non averci parlato abbastanza.

    Comunque vorrei "spezzare una lancia" anche per le generazioni successive o attuali, che hanno avuto la fortuna di non vivere questi eventi.
    Si tende a pensare che gli uomini di quelle generazioni siano stati di una tempra diversa, magari superiori.
    Non credo, credo sia solo questione di circostanze, ma non lo dico per presunzione, ma solo perché appunto molti reduci mi hanno detto questo: nessuno è eroe e nessuno intende diventarlo; ma ci sono circostanze che ci si trova a vivere e uno cerca di fare del proprio meglio, per sé e anche per gli altri, facendo cose che mai avrebbe immaginato di poter fare.

    Lo diceva spesso anche il mio ex-suocero, che aveva avuto anche una medaglia d'argento; si era arruolato volontario in Marina a 15 anni barando sull'età*, perché non aveva un posto dove vivere, perché gli avevano detto che si mangiava bene e tutti i giorni.
    Ma si era nel 1940, e alla prima uscita, nel canale di Sicilia, un sottomarino inglese li scelse per bersaglio; la nave a picco ma lui se la cavò, con l'aiuto di due salvagenti, sei ore a bagno, ma era giovane e non faceva troppo freddo, diceva.
    Lo rimandarono a la Spezia, lui non voleva fare la guerra, voleva fare il cuoco, e gli dissero che alla base dei sommergibili ne cercavano uno.
    Alla base dei sommergibili ci andò, ma il cuoco evidentemente già* c'era, ma ormai era lì e il sommergibile gli diventò familiare, continuò la sua guerra, ricordandosi tutta la vita quel che significa trovarsi sotto attacco con le bombe di profondità*, o mandare a fondo coi loro siluri altri poveri cristi come loro, e emergere e mitragliare chi si dibatteva fra le onde, altro che cavalleria, e questo perché gli insegnavano che gli inglesi facevano di peggio con loro, o fucilare operai a Napoli, accusati di sabotaggio per le spolette dei siluri manomesse, e cose del genere.
    Poi 8 settembre, era a Bordeaux; ritorno a casa, con mezzi di fortuna; era quasi arrivato, ma a Pisa, complice una bella giornata di sole, lasciò perdere la prudenza e si mise a fare il turista in Piazza dei Miracoli; non l'aveva mai vista, la Torre pendente, anche se abitava a poche decine di km.; sfortuna per lui che passava una pattuglia di Feldpolizei. "Documenti, papier...." maledetta debolezza, conservare quella foto in divisa nel portafoglio...."Ah, tu marinaio, venire con noi..."e si ritrovò a scavare trincee nelle Ardenne; e riuscì pure a scappare, con altri, durante un bombardamento alleato.
    Ma, dalla padella nella brace, si consegnò ai francesi.
    Li ha sempre odiati, i francesi, per tutta la vita, altro che tedeschi, diceva....
    E poi dopo la guerra, ancora la Marina, bisogna vivere e mangiare, e poi diciamo la verità*, gli era entrata nel sangue, del resto è stato un "marinaio" tutta la vita, nel suo intimo; e per vivere un po' meglio e mangiare qualcosa di più, faceva il sommozzatore palombaro, a sminare il porto di Livorno, Portoferraio, Capraia, Piombino ecc.
    Fino a che un giorno, ufficialmente riduzione di personale o forse qualche gesto di indisciplina mai raccontato, ma talvolta sussurrato dai parenti, dopo quindici anni, il benservito....ma con la Medaglia e la qualifica di Eroe....uno che voleva servire la Patria facendo il cuoco, immaginandosi grasso e unto fra cambusa e fornelli.

  8. #8
    Collaboratore
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Località
    Liguria
    Messaggi
    8,022

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    Piesse una Storia molto affascinante quella del tuo ex suocero.. grazie per averla condivisa
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  9. #9
    Utente registrato L'avatar di Alpino X
    Data Registrazione
    Sep 2007
    Località
    Angolo Terme (BS)
    Messaggi
    3,368

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    Bravo piesse per averci raccontato queste vicende.
    Un saluto :P
    <<< Nec videar dum sim >>>

  10. #10
    Utente registrato
    Data Registrazione
    Dec 2008
    Messaggi
    13

    Re: Un Carabiniere disperso in Russia

    Citazione Originariamente Scritto da piesse
    Ciao Ric., ho letto qualcosa della storia di Plado Mosca; certo, conoscere qualcuno che ti può narrare le cose di prima mano, è importante.

    Anch'io in passato ho avuto modo di conoscere parecchi reduci, ma col tempo se ne stanno andando tutti, e resta il rammarico di non averci parlato abbastanza.

    Comunque vorrei "spezzare una lancia" anche per le generazioni successive o attuali, che hanno avuto la fortuna di non vivere questi eventi.
    Si tende a pensare che gli uomini di quelle generazioni siano stati di una tempra diversa, magari superiori.
    Non credo, credo sia solo questione di circostanze, ma non lo dico per presunzione, ma solo perché appunto molti reduci mi hanno detto questo: nessuno è eroe e nessuno intende diventarlo; ma ci sono circostanze che ci si trova a vivere e uno cerca di fare del proprio meglio, per sé e anche per gli altri, facendo cose che mai avrebbe immaginato di poter fare.

    Lo diceva spesso anche il mio ex-suocero, che aveva avuto anche una medaglia d'argento; si era arruolato volontario in Marina a 15 anni barando sull'età*, perché non aveva un posto dove vivere, perché gli avevano detto che si mangiava bene e tutti i giorni.
    Ma si era nel 1940, e alla prima uscita, nel canale di Sicilia, un sottomarino inglese li scelse per bersaglio; la nave a picco ma lui se la cavò, con l'aiuto di due salvagenti, sei ore a bagno, ma era giovane e non faceva troppo freddo, diceva.
    Lo rimandarono a la Spezia, lui non voleva fare la guerra, voleva fare il cuoco, e gli dissero che alla base dei sommergibili ne cercavano uno.
    Alla base dei sommergibili ci andò, ma il cuoco evidentemente già* c'era, ma ormai era lì e il sommergibile gli diventò familiare, continuò la sua guerra, ricordandosi tutta la vita quel che significa trovarsi sotto attacco con le bombe di profondità*, o mandare a fondo coi loro siluri altri poveri cristi come loro, e emergere e mitragliare chi si dibatteva fra le onde, altro che cavalleria, e questo perché gli insegnavano che gli inglesi facevano di peggio con loro, o fucilare operai a Napoli, accusati di sabotaggio per le spolette dei siluri manomesse, e cose del genere.
    Poi 8 settembre, era a Bordeaux; ritorno a casa, con mezzi di fortuna; era quasi arrivato, ma a Pisa, complice una bella giornata di sole, lasciò perdere la prudenza e si mise a fare il turista in Piazza dei Miracoli; non l'aveva mai vista, la Torre pendente, anche se abitava a poche decine di km.; sfortuna per lui che passava una pattuglia di Feldpolizei. "Documenti, papier...." maledetta debolezza, conservare quella foto in divisa nel portafoglio...."Ah, tu marinaio, venire con noi..."e si ritrovò a scavare trincee nelle Ardenne; e riuscì pure a scappare, con altri, durante un bombardamento alleato.
    Ma, dalla padella nella brace, si consegnò ai francesi.
    Li ha sempre odiati, i francesi, per tutta la vita, altro che tedeschi, diceva....
    E poi dopo la guerra, ancora la Marina, bisogna vivere e mangiare, e poi diciamo la verità*, gli era entrata nel sangue, del resto è stato un "marinaio" tutta la vita, nel suo intimo; e per vivere un po' meglio e mangiare qualcosa di più, faceva il sommozzatore palombaro, a sminare il porto di Livorno, Portoferraio, Capraia, Piombino ecc.
    Fino a che un giorno, ufficialmente riduzione di personale o forse qualche gesto di indisciplina mai raccontato, ma talvolta sussurrato dai parenti, dopo quindici anni, il benservito....ma con la Medaglia e la qualifica di Eroe....uno che voleva servire la Patria facendo il cuoco, immaginandosi grasso e unto fra cambusa e fornelli.
    Guarda piesse che io mi sono limitato a sottolineare la presenza dei CC. su tutti i fronti.....evidenziando altresì che l'Arma ha dato tanto all'Italia....se poi vogliamo parlare delle nuove generazioni allora potremmo parlarle fino all'infinito...del resto ognuno resta della propria opininione.....ti posso assicurare che qualche tempo fa nessuno si sarebbe permesso di gridare 10 100 1000 NASSYRIA......e poi ricorda che i giovani d'oggi o meglio l' italiano di oggi si ricorda del tricolore solo durante i mondiali....comunque alla fine il tuo parente nonostante tutto ha servito bene la propria patria....altro termine che in molti VOCABOLARI delle nuove generazioni non esiste......visto che in Italia chi crede nella patria nella bandiera e nel proprio dovere viene etichettato come tutti ben sappiamo....Comunque sii orgoglioso del tuo parente......

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Permessi di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
  • Il codice BB è Attivato
  • Le faccine sono Attivato
  • Il codice [IMG] è Attivato
  • Il codice [VIDEO] è Disattivato
  • Il codice HTML è Disattivato