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Discussione: Un M33 da magazzino (?)

  1. #1
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    Un M33 da magazzino (?)

    Ho comperato questo elmo M33 data la sua apparenza bellica visti i timbri sul liner e il cinghietto in cuoio grigio verde. Quando l'ho ricevuto, sono rimasto un po' perplesso per la tinta del guscio e per la presenza di scrostature dalle quali emerge il metallo vivo, senza ruggine o altri strati di vernice.
    Certamente potrete aiutarmi ad interpretare meglio l'oggetto in questione e ad ricostruirne la possibile storia, dalle foto che allego. Grazie a tutti per la collaborazione.

    ciao


















  2. #2
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    Io lo trovo davvero interessante.
    Non faccio M33,ma da quel poco che ne so sembra proprio un canonico 33 bellico.
    Sono proprio curioso di sapere il parere di chi ne sa molto più di me.

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di btgak47
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    Interno bellico, guscio kaki anni '50 '60.
    Sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi. (James Dean)

  4. #4
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    Grazie dei vostri pareri. Pensate che sia un liner bellico rimasto in magazzino e successivamente montato su un guscio post?

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Questo è un classico e interessante esempio di guscio postbellico, anni 70 direi a giudicare dal colore, rimontato con intelaiatura interna grigio verde, cuffia e soggolo di tipo bellico e già* assemblati, rivetti anch'essi di tipo bellico ma vergini e riverniciati dello stesso colore del guscio (vedere anche la pennellata interna).

    Elmetto molto bello a mio modo di vedere.

  6. #6
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    Grazie per l'incoraggiamento, a dire il vero io stavo cercando un elmetto integralmente d'epoca... ad ogni modo sono contento di sapere che l'interno e i rivetti lo sono.
    Mi sembra strano che ancora negli anni 70 si riciclassero interni del periodo bellico montandoli su nuovi gusci, d'altra parte il mio liner e soggolo sembrano assolutamente intonsi (la pelle delle zone punzonate non ha ancora finito di staccarsi!!) dunque perche' avrebbero dovuto buttarli via?
    Nell'osservare meglio il guscio, ho notato un numero di serie marchiato nella parte posteriore, che potrebbe contribuire a trovare una collocazione temporale all'elmetto.


  7. #7
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    Anche secondo me è un elmetto bellico, ma ricondizionato per il dopoguerra.

    Comunque tornando al "metallo vivo" può certamente capitare di trovarne con zone in cui si vede il metallo vivo non ossidato.
    Questo perchè l'elmo potrebbe essere stato "graffiato" ieri, ed il metallo non ha certo avuto il tempo di ossidarsi.

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Il fatto è che questo guscio non appare, come in altri casi un "bellico rivernciato", anche perché in questo caso all'interno, almeno la cupola,sarebbe ancora colore originale o altrimenti sarebbe stato riverniciato tutto, armatura del liner compreso.
    Inoltre dai graffi esterni emergerebbe almeno in qualche punto il sottostante grigio verde.

    I marchi punzonati purtroppo servono a poco o nulla: come detto tante volte, non esiste praticamente nessuna documentazione a riguardo, non si sa con precisione cosa significano, e neppure a tutt'oggi dove e chi ha prodotto i nostri 33; sappiamo che i 33 sono stati costruiti dalle Smalterie di Bassano del Grappa, ditta che a suo tempo ha chiuso i battenti e oggi esiste di nuovo, ma fa parte di un gruppo mi sembra austriaco e produce elettrodomestici; si sa ancora che sono stati costruiti a Firenze, dalla Pignone, ma documentazione sostanzialmente non ce n'è, e praticamente basta.

  9. #9
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    Quoto Piesse ed altri...
    Posto un paio di 33 uno di sopra all'altro che hanno le stesse identiche tue caratteristiche con riutilizzo del cerchione interno, marcato..Il primo è un regalo di un collega di mio padre. Sotto la vernice bianca c'è il kaki e nessuna presenza di grigioverde. Anche se entrambi hanno codici alfanumerici, riscontrati anche su elmetti del periodo bellico, sono da considerarsi a tutti gli effetti post.



    Il tuo appare in buone condizioni. Nelle foto che ho a casa del periodo 1950-1960 sono praticamente tutti simili al tuo.

    Saluti
    Corrado
    Il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo,fatti apposta per farti prendere paura. (Marco Paolini)

  10. #10
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    E non bisogna stupirsi che negli anni 70 potessero essere ancora riciclati interni di trent'anni prima.

    Il marasma postbellico italiano fece sì che intere strutture rimanessero praticamente abbandonate per decine d'anni e chi ha avuto modo, come me, di fare il militare in quel periodo, senz'altro ricorda nelle caserme enormi magazzini semidimenticati pieni delle cose più strane e vecchie.

    Anche oggi non è da esludere che esistano ancora luoghi che possono riservare sorprese, anzi forse ancora di più, visto che non essendoci più il servizio di leva, con le masse di gente a costo quasi irrisorio che alle volte non sapendo cosa fargli fare gli facevano risvoltolare uno di questi magazzini per recuperare il recuperabile (è successo anche a me, con molti altri, in un vecchio capannone enorme di rovistare tra montagne di vecchie divise per cercare cinturoni riciclabili).
    Oggi, coi soldati di professione, ovviamente certe cose si fanno meno e queste strutture vengono dimenticate, magari fino a che vengono vendute a qualche gruppo immobiliare che le demolisce per costruire qualcosa d'altro.
    In questi casi può anche capitare che salti fuori qualcosa, anche se l'interesse diffuso per ciò che è antico ovviamente ha spinto molti a rovistare un po' dappertutto.

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