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Discussione: Un panzer nel Po

  1. #31
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    re: Un panzer nel Po

    Altro racconto, mito o realtà*???

    da http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=798



    racconto di Matteo Ongari

    La sera in cui gli Inglesi sbagliarono il tiro, Cocaro rimase ferito ad una gamba. Una spessa scheggia metallica rischiò di tranciargli l`arteria femorale. Probabilmente fu lui stesso ad invertire i segnali per il famigerato bombardiere Pippo, rimanendo vittima del suo stesso errore. Si giocò per sempre l`uso della gamba.

    Fatalità* questa, che rischiò di rovinare l`intero paese di Torricella, compresa la secolare chiesa, costruita fuori dalla golena. Le riserve di munizioni stipate dai partigiani locali, i rossi garibaldini comandati da Arturo Moretti Muretun, nelle porcilaie del fondo Sivine si salvarono per puro miracolo.
    La lunga sfilza di fagioli esplosivi, invece, sfiorò solamente quegli strambi e puzzolenti depositi, solcando buche fino al termine della borgata. Per fortuna non stanò nessuno dei malcapitati che, ogni sera, quando sentivano il ronzio cupo e rotondo del grosso aereo si nascondevano sotto terra, in enormi e profonde gallerie scavate a braccia; sarebbero rimasti sepolti in un colpo solo, senz`aria e senza via di fuga: la morte del sorcio.
    L`inizio dei bombardamenti serali era sempre la corte Nogarola: da lì, seguendo il fiume, gli Alleati sganciavano esplosivo fin oltre il ponte ferroviario di Borgoforte, già* flagellato a dovere. Il vero fulcro della guerra, a Torricella, era comunque la zona delle Modrone.
    Là* sorgevano infatti le postazioni della contraerea teutonica, più tutti i distaccamenti di comando, i famigerati quartieri generali. L`argine in quel tratto era abitato, in curiose casette di legno, da parecchi artiglieri che presidiavano la zona. L`armata tedesca aveva impiantato un traghetto sul Po proprio in corrispondenza delle Modrone, predisponendo diverse teste di ponte (nove per l`esattezza) ognuna assegnata ai vari corpi del potente esercito del terzo raich. Le massicciate furono erette con sassi e detriti recuperati dalla distruzione di vecchi casolari o abitazioni sventrate da precedenti esplosioni.
    Di giorno gli attraversamenti erano altresì radi e casuali; con l`imbrunire si formavano colonne di veicoli e uomini che arrivavano fino all`inizio del paese di Tabellano: per non finire nel mirino dei famigerati Pippo l`uso dei fanali era assolutamente proibito. Gli ufficiali ed i sottufficiali nazisti aspettavano di attraversare il grande fiume chiusi al riparo di auto blindate oppure a bordo di grossi sidecar.
    La truppa si arrangiava alla bene e meglio: passare il Po equivaleva, durante la grande ritirata, ad avere quasi salva la pellaccia. Certo, si dirà*, mancavano ancora parecchi chilometri per giungere al confine o quantunque alle cime Alpine dove rifugiarsi; in ogni caso la traversata aveva il sapore buono di un pericolo scampato. Altri sbarramenti naturali non ve n`erano escludendo, forse, il guado dell`Adige su per la valle del Brennero: ma quello era un rigagnolo paragonato al grande fiume.
    Gli Americani alle calcagna, risalivano l`Italia a spron battuto. I partigiani piantati addosso come spine nel fianco, con le loro imboscate e le azioni di disturbo. Non v`era spazio, ma soprattutto tempo, per ragionamenti tattici.
    I tedeschi dovevano darsela a gambe, alla svelta, per non finire stecchiti nell`ormai ex colonia fascista.
    Il traghetto era piccolo e stretto, appena sufficiente per l`artiglieria leggera, i vettovagliamenti e, quando la corrente lo permetteva anche i camion.
    I soldati che non riuscivano ad accaparrarsi un posto sul barcone, si arrabattavano con mezzi di fortuna. In quel punto, ma quasi dappertutto, la larghezza dell`alveo fluviale sfiorava i due chilometri.
    Molti tedeschi usarono assi e porte come scialuppe di salvataggio, cercando di cavalcare la potente forza dell`acqua; non avevano fatto i conti con i vortici, i mulinelli, e il letto insidioso. Un interminabile scia di gonfi cadaveri in divisa verde riaffiorò, in quel periodo, vicino alla laguna veneta.

    I pochissimi temerari che vollero sfidare il Po a nuoto, poi, furono ingannati oltre che dall`inesperienza, da un personaggio divenuto quasi mitologico: la maestra Baratti.
    Grande nuotatrice, attirava gli ignari militari crucchi riuscendo a galleggiare solamente a forza di gambe.
    Li illudeva che il fondale fosse basso e si potesse guadare l`intero specchio d`acqua senza fatica. Una volta dentro l`acqua si accorgevano, loro malgrado, della trappola: per tanti era inesorabilmente tardi. Bastava la prima voragine, scavata nella sabbia dalle piene precedenti, per vederli risucchiati. La maestra Baratti fu un`insolita, efficace, caparbia militante partigiana.
    In paese c`era una vera e propria processione: cortei di zie, zii, bambini, ragazzi, nonni e nonne procedevano verso le Modrone. Sostavano sull`argine maestro contemplando il lavorio dei militari. Un andirivieni sollecito e rumoroso di motori a scoppio, di richiami e di concitazione. Solo il traghetto, silenzioso e scorrevole benché spinto da potenti motori a nafta, lavorava alacre cercando di tacere la fretta.
    La barca era priva di sponde, stretta e piatta, col pianale liscio di lamiera. Si spostava tra le varie sedi di partenza e di arrivo in base alle necessità* di carico.
    Il vero spettacolo, comunque, fu destinato a pochi; soprattutto gioventù locale.
    Fecero salire sul misero barcone un carro armato, uno dei tanti che Hoffmann, così si chiamava l`addetto a questo compito, trasferiva dalla sede di Bologna fin oltre il Po. Alto e biondo, corpulento, con le guance paffute solcate da mille capillari rossi che ne risaltavano ancor di più le iridi turchine e la carnagione albina, Hoffmann aveva un carattere affabile; faceva salire i ragazzi, curiosi, ad ammirare l`interno dei Panzer che guidava.
    Quel giorno tirava vento, cosa che non favoriva di certo la traversata. Ad onor del vero l`inizio del trasbordo del massiccio Tank di fabbricazione germanica, partì sotto i migliori auspici, seppur Hoffmann avesse sbagliato l`ingresso sul barcone parcheggiandosi troppo sulla sinistra.
    Il mezzo brillava, lucido, al sole purpureo del vespro: il verde scuro della sua torretta centrale, completa del cannone di notevole diametro, si specchiava nella corrente del Po. La barca aveva trovato il giusto equilibrio, almeno così appariva da fuori.

    Poi, con uno scarto improvviso, accadde l`irreparabile.
    Sotto la forza del fiume, o forse sotto la pressione del vento e del troppo peso disposto malamente, il carro armato si rovesciò. Sissignore. Non il traghetto, che dopo il macabro tuffo del cingolato si rimise orizzontale, ma solo il gigantesco pachiderma metallico. Con una capriola affondò velocemente, sparendo con tutte le sue ruote, il suo obice, le sue aperture laterali munite di mitragliatrici, le sue bombe, ma soprattutto con il povero Hoffmann all`interno, nei gorghi torbidi del fiume.
    Quale misera fine per una così inquietante macchina da guerra; quale disonore finire a bagno per l`indistruttibile camaleonte belligerante; l`invincibile carro armato che tanta distruzione e morte aveva seminato ora giaceva sotto almeno dieci metri d`acqua, inerme e perduto, fatto fuori dall`imperizia dei suoi commilitoni. Inutile precisare che del pilota non si ebbe più nessuna notizia.
    L`affondamento del cingolato divenne, fonte di attrattiva, di ricordi e di congetture, facendo delle Modrone una delle mete più ambite dai curiosi. Nei periodi di grande secca, alcuni si stropicciano ancora gli occhi, nel tentativo di scorgere la punta del cannone spuntare dalla melma paludosa a cui è ridotto il corso del Po.
    Varie storie, veritiere o romanzate, aneddoti, racconti e svariati episodi hanno caratterizzato il pettegolezzo dei Torricellesi ed il loro muoversi attorno a quel lembo di fiume. Si narra che quando ancora l`acqua era pulita, o per lo meno non inquinata da scarichi industriali, i ragazzi avessero come meta estiva il bagno alle Modrone, con relativi tuffi dal famigerato Panzer tedesco. Questo, si afferma, era possibile soltanto nei periodi di magra più esasperati; altri ricordano persone in grado di scendere sott`acqua per ammirare, nella pur lugubre luce marrone filtrante fioca dalla superficie, la carcassa arrugginita del bestione.
    Mick

  2. #32
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    re: Un panzer nel Po

    Ciao,
    dubito fortemente sullo Spitfire di Manerba e questo per diversi motivi: primo non ci sono foto (a quanto mi risulta) , secondo non ci sono notizie successive, poi non si trova a quote abissali ma alla portata di un buon subacqueo in possesso di un brevetto TRIMIX Ipossico, inoltre sarebbe meta costante di molti sub "Tecnici" che cercano di vedere qualcosa di diverso dal solito fango. Il resoconto fatto anche in altra sede e fatto da un "istruttore" mescolava una buona dose di "minchiate" che un buon subacqueo non direbbe, inoltre se il relitto fosse stato visto con bombole ad aria dubiterei fortemente di molto di quanto affermato se non altro per la narcosi in atto .....Comunque a ottobre quando si schiarirà* di nuovo l`acqua vedrò di approfondire la cosa con un team di "profondisti" miei amici
    Il recupero? In Dalmazia hanno tirato su un B17 per il valore dell`alluminio ma preservare un aereo con un recupero da 90 Mt. Mi sa che sia cosa dura sia per i problemi logistici e tecnici insiti nell`operazione sia per i suoi costi...
    15 Giorni di bonifica sull`isolotto di Trimellone sono costati più di 300.000,00€ qui occorrerebbe imbragarlo e sollevarlo
    Con dei palloni a quella quota è un bel casino e imbragarlo recuperandolo con un pontone forse è ancor più improponibile...

    Per quanto riguarda l`articolo che cita la storia di Torbole la cosa è più complicata.
    Un primo DUKW fu affondato probabilmente da una 20mm in postazione fissa sulla riva veronese (intorno al 27/28 Aprile) e non è ancora stato localizzato.
    Quello di cui si parla nell`articolo affondo a in una zona abbastanza precisa, probabilmente sulla stessa rotta in cui poi affondò lo Sherman finita la guerra (per inciso dovrebbe esistere un filmato abbastanza raro fatto da Picard figlio con un batiscafo che perlustro il Garda anni or sono)
    Il fatto accadde il 30 Aprile `45 e a questo punto la storia si fa incasinata:
    - a quanto dicono i "vecchi" il mezzo proveniva da Gargnano o dalle ville dei Gerarchi e si stava avvicinando alla riva di Torbole dove pare ci fosse il futuro Generale Darby dei Rangers, un cannone Tedesco probabilmente un 88 in postazione verso Riva del Garda avrebbe tentato di affondare il mezzo, che pare fosse alquanto carico, riuscendovi e uccidendo nel tentativo lo sfortunato ufficiale e chi gli stava vicino
    - la versione ufficile slega le due cose con Darby ucciso dall`88 e il mezzo affondato da una tempesta sulla rotta opposta (da Torbole verso Riva) con un solo sopravvissuto
    Su chi abbia tentato il recupero sono poi sorti dei dubbi dato che a quanto si dice che non si tratterebbe di un università* americana ma di di un gruppo di "cercatori" (effettivamente non riesco proprio a capire che cosa dovrebbero dovuto recuperare dopo 60 anni di permanenza in acqua, forse i piastrini???)
    Dubito anche sulle attrezzature usate (un università* avrebbe usato mezzi assai sofisticati), un sonar a scansione laterale avrebbe "visto" abbastanza bene l`oggetto (DUKW) che per inciso proprio piccolo non è, inoltre le profondità* in quella zona non sono enormi ( e lo Sherman è stato rivisto, mentre non si parla ne di motocarrozzette che a quanto si diceva dovrebbero essere a decine sul fondo, ne di parti di lavorazione delle "dime" per V-1 e V-2 che probabilmente vennero scaricate nel lago dal tunnel dove venivano costruite)

    Hetzer, mi dispiace ma nel tuo racconto (non sto dicendo che racconti balle ma solo che è incasinato come molte storie post belliche) in cui ti è stato detto che:
    "nn passava giorno che venissero recuperati dalla sponda del lago semigingolati, camion tedeschi carichi di munizioni, auto, moto, cariaggi, armi ed equipaggiamenti di ogni tipo...e tutto ciò fino agli inizi deli anni 50...tutto materiale che i buldozer americani per liberare la gardesana buttarono bellamente di sotto...
    La cosa mi è stata confermata anche dall'anziano custode del forte austriaco di Peschiera dove siamo andati a fare la rievocazione il 5 aprile: mi ha raccontato che diverse gallerie erano interrotte per cui i pesanti mezzi tedeschi impossibilitati a continuare la ritirata furono semplicemente abbondonati sulla strada...."
    la storia è un po` diversa, dato che i tedeschi si ritirarono facendo saltare (loro) la prima galleria a Nord di Navene (Malcesine) per poi resistere man mano fino a Torbole (tant`è che la 10 Mountain Division dovette bypassare le gallerie sia con i DUKW di cui ne fu affondato come già* citato un esemplare sia via montagna compiendo un notevole sforzo nell`aggiramento...) dove si ebbe anche l`appoggio di 3 carri probabilmente Panzer IV (questi si che sarebbe bello sapere dove sono finiti visto che Torbole è l`ultimo paese del Garda e che 2 gg dopo, il 2 Maggio, venne firmata la resa tedesca a Rovereto che si trova a c.a.20 Km.
    E improbabile quindi che abbiano abbandonato molti mezzi lungo la strada dato che ne scarseggiavano e avevano il tempo di ritirarsi (ciò può invece essere accaduto nei pressi di Peschiera dove vennero abbandonati anche dei "Brummbar"

    Per quanto riguarda la fine del Bren Carrier da poco sequestrato (acquistato da un possidente di Gela e utilizzato per molto tempo nel dopoguerra) citato da Marcocougars chiederò lumi ad un giornalista nostro corrispondente in loco intanto posto le foto che possiedo sul mezzo in questione[attachment=3:3hgnh5tj]a.jpg[/attachment:3hgnh5tj][attachment=2:3hgnh5tj]a (2).jpg[/attachment:3hgnh5tj][attachment=1:3hgnh5tj]a (3).jpg[/attachment:3hgnh5tj][attachment=0:3hgnh5tj]a (4).jpg[/attachment:3hgnh5tj]
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  3. #33
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    re: Un panzer nel Po

    Bene Giovanni
    Questo è il modo giusto di affrontare le cose, o meglio come una associazione storica dovrebbe risolvere quesiti come questi.
    Quando le condizioni di visibilità* lo permetteranno e i tuoi amici effettueranno le ricerche tienici aggiornati.
    Ora non conosco il lago, ma oggetti pesanti come questi e dopo 65 anni non è possibile che siano completamente sprofondati nel fango?
    Tornando ai dubbi, certo è strano che non ci sono foto, in un epoca vove tutto diventa subito "ipermedializzato".......
    Per esempio a Linosa vanno a 80 m per vedere il relitto di un aereo inglese, certo il mare di quelle parti non è il lago ma tecnicamente è possibile.

    http://images.google.it/imgres?imgurl=h ... N%26um%3D1



    tornando al bren di Gela te ne sarei grato, da ultime notizie non confermate dovrebbe essere ancora sequestrato perchè dietro c'è una inchiesta di mafia, quindi dovrebbe essere ancora alla questura di Gela, ma il problema è il dopo.........che fine farà*?spero il museo dello sbarco di Catania non dorme.....................
    NUMMERI
    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  4. #34
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    re: Un panzer nel Po

    Tornando a parlare del fiume Po, sono interessanti alcune foto che si trovano sul sito del Museo della Seconda Guerra Mondiale del Fiume Po, che si trova a Felonica (MN), uno dei punti nevralgici della ritirata tedesca. Il museo è carino e si può visitare, tra l'altro la prossima settimana dovrebbe esserci una manifestazione con mezzi storici.

    Qui qualche foto interessante:

    http://www.museofelonica.it/ita/indexita.htm

    Qui invece si può scaricare il resoconto della storia dei carri Tigre operanti in quella zona e la loro fine...

    http://www.museofelonica.it/ita/indexita.htm

    Saluti
    Corrado
    p.s.: possibile che qualche metallaro non operi lungo il Po? Dal mantovano e fino al Delta chissà* cosa si può trovare..
    Il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo,fatti apposta per farti prendere paura. (Marco Paolini)

  5. #35
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    re: Un panzer nel Po

    Citazione Originariamente Scritto da Marcocougars
    comunque tornando all'oggeto del topic.....visto che da buona leggenda metropolitana nessuno è riuscito a semntirla, anzi ne è aumentata la suggestione vi propongo la Bulgaria dove sembra che i carri tedeschi ancora ci sono e sono oggetto di compravendite più o meno legali.
    ho trovato link dove parlano che ufficiali sono riusciti a far sparire 25 Panzer
    http://digilander.libero.it/historia_mi ... orsale.htm
    Andando un attimo OT, c'è questo sito che era stato segnalato in un altro topic..

    http://warrelics.eu/forum/armour-weapon ... vered.html

    http://www.timesonline.co.uk/tol/news/w ... 549505.ece
    Il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo,fatti apposta per farti prendere paura. (Marco Paolini)

  6. #36
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    re: Un panzer nel Po

    non da' indicazioni ne' mostra tank ma in questa immagine ( http://www.footnote.com/image/161309911/#48720664 ) c' e' un pontone costruito dai tedeschi sul po .

  7. #37
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    re: Un panzer nel Po

    Citazione Originariamente Scritto da Gianfranco
    ..Per l'eventuale recupero penso che il problema sia sempre solito:I Soldi.Per me un solo rammarico:Non saper andare sott'acqua!
    Gianfranco
    andare sott'acqua è facilissimo... il problema stà* nel saper tornare sù!!1
    comunque credo stiate parlando di recuperi in mare aperto perchè se nò è possibile ipotizzare trainare il relitto a riva

  8. #38
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    re: Un panzer nel Po

    eppure della torretta che spuntava dalle acque se ne occupo' un tg

  9. #39
    Utente registrato L'avatar di miramarco
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    re: Un panzer nel Po

    Anche io girando in internet ho trovato tante notizie su questa torretta che spunta tra le acque del Pò, ma come hanno detto in tanti non c'è nussuna foto che "certifica" l'esistenza di questo Panzer, solo voci!

    Marco

  10. #40
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    re: Un panzer nel Po

    qui parla dei tigre sul po.............................sembrerebbe però che in acqua non ne è finito nessuno..aanche perchè non avevano come trasportarli e li mettevano fuori uso prima..............
    http://www.museofelonica.it/doc/stampa/ ... gago07.pdf
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    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

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