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Discussione: Un soldato fortunato

  1. #1
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    Un soldato fortunato

    1918, tra i soldati, sempre troppi pochi, che ritornano al proprio paese c’è EMILIO ILARIO GIUSEPPE PORTALUPPI. Un soldato come tanti altri, a combattere una guerra che magari non ne conosceva neanche le cause, un nome come tanti altri. La storia non lo ricorderà per le sua gesta eroiche in campo di battaglia, ma nemmeno lo infamerà per atti di codardia.
    Di certo lo ricorderà per ben altri motivi.
    Nasce ad Arcisate il 15 ottobre del 1881, un paese nel varesotto, da Carlo e Giuseppa Peratti. Crebbe sbozzando e lavorando la pietra, probabilmente ambendo ad una notorietà come scultore, non esitò a seguire la strada dei moltissimi emigranti verso la capitale mondiale del granito Barre, nel Vermont (Usa). Siamo nel 1903. Il suo talento lo portò a Milford, nello New Hempshire a lavorare in una grande azienda specializzata nella costruzione di monumenti funerari. Nello stesso anno si sposò con la concittadina Caterina Pelegatta, dalle quale ebbe una bimba, Ines. Il matrimonio durò fino al 1910: madre e figlia ritornarono in Italia. Nell’autunno del 1911 Portaluppi fece un viaggio in Italia per rivedere la famiglia. Siamo in primavera del 1912, quando decide di tornare in America ed acquista un biglietto di seconda classe su di una nuova nave della White Star al suo viaggio inaugurale, il Titanic.
    Si imbarcò a Cherbourg in Francia, numero biglietto C.A. 34644
    Della terribile notte del 14 aprile si ricordò che quella sera si coricò presto. Fu destato da uno violento e tremendo scossone, che altro non era che l’urto con l’iceberg e forse l’esplosione delle caldaie. Pensò di essere attraccato al molo di New York, ma salendo in coperta non notò niente di strano. Rientrando in cabina, con addosso la certa sensazione che fosse successo qualcosa, si rivestì e uscì nuovamente in coperta, proprio mentre stavano calando la scialuppa di salvataggio n.14.
    Portaluppi asserì di essere caduto in mare in maniera accidentale, un tuffo di oltre 20 metri.
    Aiutato dal salvagente ed aggrappato ad un pezzo di ghiaccio nuota per almeno due ore nelle acque gelide. Aveva nuotato verso una delle scialuppe, che si rivelò essere la n.14, ma il marinaio che la governava gli impedì di salirvi sopra a suon di colpi di remo, spaventato forse anche dal fatto che Portaluppi teneva tra i denti una pistola col calcio in madreperla, raccolta poco prima di cadere sul ponte. A fermare quel braccio fu una mano di donna, e grazie al suo intervento fu issato a bordo.
    avendo salva la vita, sopra vi erano altre 35 persone. La donna in questione era Lady Astor.
    Recuperato dal Carpathia, prima nave ad arrivare sul luogo del disastro, sbarcherà con altri 705 sopravissuti a New York
    Ricordi discordi e trovate giornalistiche accompagnarono la vicenda…
    Giustappunto legato alla signora Astor girò anche una storia d'amore che egli visse con la miliardaria americana. Portaluppi disse che si fosse lasciato convincere ad imbarcarsi disdicendo una precedente prenotazione sull'Oceanic proprio dai coniugi Astor, lui l'uomo più ricco del pianeta e lei trentenne affascinante, in stato interessante. Ma certamente vi fu del tenere tra lui e Madlaine Force in Astor.
    Nel 1914 riprende il mare per tornare in Italia e combattere nelle fila del regio esercito durante la Prima guerra mondiale.
    Tra il 1919 e il 1965 alterna viaggi tra gli Usa e l’Italia,e causa di problemi con la cittadinanza preferisce ritornare, a bordo del piroscafo Colombo, nel suo paese Natale, ad Arcisate, accanto alla famiglia ed alla figlia.
    Alternava vacanze ad Alassio, alloggiando alla pensione-ristorante Palma, dove la sua fama di sopravissuto del Titanic lo precedeva.
    Forse qualcuno tra i non più giovani si ricorderà di quel vecchio ometto distinto che con il suo bastone, che lui chiamava “la mi mié” (mia moglie), per oltre venti anni dal 60 all’ 80 del secolo scorso ha vissuto in pensione e che parlava amichevolmente con tutti e tutti riconoscevano perché era l’ultimo italiano tra i superstiti.
    Ogni anno il giorno dell’anniversario del naufragio celebrava il suo compleanno con trent’anni in meno, perché lui diceva giustamente che essendo scampato alla morte si riteneva rinato in quel giorno e siccome allora aveva trent’anni li contava in meno. Organizza per l’occasione un grande pranzo cui erano invitati autorità e giornalisti, cosa che procurava notevole risonanza perché abbondavano gli articoli e le foto su giornali e riviste che pubblicavano la vera storia del naufragio con particolari inediti arricchiti dal vecchio professore con molti particolari,
    Nella tragedia del Titanic perse ogni cosa, compreso un dipinto ad olio raffigurante Garibaldi, dono del nonno, autografato dall’eroe dei due mondi. Ma riuscì a salvare il menù di quella sera del ristorante di seconda classe, oltre ad una ricetta. Portaluppi, forse arricchendo il racconto o forse per qualche scherzo della memoria, diceva di aver degustato gli spaghetti di cui aveva chiesto e ottenuto la ricetta nella sala da pranzo di prima classe ma in effetti nel menu servito in seconda classe, a mezzogiorno, vi erano indicati “ spaghetti al gratin”. Piatto che richiedeva sempre in occasione del nuovo compleanno, appunto gli spaghetti alla Titanic.
    Fu un personaggio Portaluppi, che un tempo si definirono gentleman e che mai avrebbero scambiato le proprie memorie per un momento di notorietà.
    Ancora nel 1971, a quasi 60 anni dalla tragedia, furono ancora molte le domande su cui glissava per rispettare la memoria dei suoi amici. Portaluppi si salvò con un tuffo da un'altezza di venti metri e grazie all'aiuto che il destino volle gli fosse prestato dalla donna che amò.
    Emilio Portaluppi, uno dei quattro miracolati del TITANIC, tratti in salvo dalle acque gelide dell’Oceano Atlantico, morì ultranovantenne il 18 giugno 1974.


    Aggiungo anche la ricetta dei famosi spaghetti alla Titanic, direttamente dal proprietario del ristorante Palma, Silvio Viglietti, che barattò la toga di avvocato per il grembiule di cucina:

    “Fate una padellata di questi pesci e molluschi a piacere, dopo averli puliti e sgusciati se occorre, facendoli saltare in una grande padella in cui avrete versato alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio, che toglierete quando sarà ben dorato. Cuocete a fiamma viva per 10 minuti, quindi mettete tutto a parte lasciandolo al caldo in padella. Ecco quanto serve: gamberi, scampi, aragosta a trancio, molluschi, vongole, totani tagliati, calamaretti pennini, moscardinetti tipo fragoline di mare, spuncia, bocconcini di pesce spada, coda di rospo e tonno fresco a pezzetti; due funghi porcini cubettati. Dopo aver brasato bene per 10 minuti il tutto, irrorate con due bicchieri di bianco Pigato (secco e aromatico) e lasciate sfumare. Cuocete intanto gli spaghetti da 80 a 100 grammi a persona, colateli al dente, buttateli in un’altra padella larga in cui avrete precedentemente fatto riscaldare olio d’oliva extravergine assieme a due cucchiai a persona di sugo pronto di pomodoro. Saltate gli spaghetti aggiungendo ad essi (a piacere) dei fiori di origano (carnabuggia) e prima di servire anche una abbondante manciata di foglioline di basilico. Sistemate sul grande piatto da portata o nelle singole “gumbine” e sopra agli spaghetti versate il contenuto a piacere della padellata di frutti di mare. Ancora un filo di olio extravergine di oliva e una spruzzatina di pepe aromatico, magari pepe rosa. Questo piatto va accompagnato da un vino secco e aromatico come il Pigato DOC o un bianco trentino o un Sauvignon del Collio.”
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  2. #2
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: Un soldato fortunato


    Storia interessante e particolare...
    Non l'avevo mai sentita...
    Grazie per avercela fatta leggere...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  3. #3
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    Re: Un soldato fortunato

    Che bella storia grazie per averla condivisa!
    kappa

  4. #4
    Moderatore L'avatar di coloniale
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    Re: Un soldato fortunato

    l'ho letta proprio volentieri questa bella storia , grazie!
    ciao Nicola
    "coloniale"

    SUMMA AUDACIA ET VIRTUS!

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di gotica68
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    Re: Un soldato fortunato

    ...bella storia...!

  6. #6
    Moderatore L'avatar di Gertro
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    Re: Un soldato fortunato

    Veramente una bella storia interessante. Ciao.

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