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Discussione: Uniformi C.I.L. e Gruppi di Combattimento

  1. #11
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    sono concorde per alcune affermazioni, non per altre..questo nel sano sviluppo di una visitazione storica..

    la frustrazione colse l'esercito nella sua totalità* nelle infauste giornate dell'armistizio..

    il fattore "non avevano scelta" è evidenziato in gran parte della moltitudine combattente nel corso delle operazioni non più vittoriose (diciamo dal "41" in poi)
    fermo restando che reparti d'elite o fortemente motivati esistevano e contiuarono ad esistere.

    da ciò che conosco fu sopratutto la mancanza di fiducia nel neocostituito "esercito del sud"
    da parte delle forze angloamericane (anche in funzione di un voltafaccia appena accaduto)
    a decidere di organizzare la forza esistente (C.I.L.) in gruppi ausiliari (per la maggior parte)
    con ruoli "da soma"..solo dopo la "strage" di Mignano-Mlungo a fronte dei circa 5000 iniziali si arrivò nei mesi successivi ad una forza di circa 15 battaglioni..per un complesso di 25.000 uomini..questto per mettere un punto su come fossimo presi in considerazione delle forze alleate.

    nelle giovani reclute inquadrate in organismi fedeli per plagio oltre che per credo vero e propio alla monarchia (vedi inquadramento marine militari sopratutto nei ranghi ufficiali)
    il fattore "difendere l'Onore" non era solo indirizzato contro l'avversario, ma nel riscatto alla vergogna che tali Armi erano state costrette a subire.

    altra cosa fu "per l'Onore D'Italia" dove la volontarietà* delle scelte e delle motivazioni
    non doveva essere esibita come una discolpa, ma fu una linea guida di comportamento morale prima di tutto.

    l'alta percentuale di diserzione è proporzionale (una volta preso atto dello sfascio totale)
    al bisogno di riavvicinamento alle famiglie, interessi economici, etc etc..non c'è esercito che nel momento buio non abbia conosciuto la diserzione..(comprese le Waffen SS)..

    il discorso Folgorini di Alamein, come il discorso degli stessi in Sardegna sai meglio di me quanto sia stato complesso e gravoso di momenti duri, da tutti i punti di vista..
    proprio da loro, così come per i guastatori (P.C.D. docet) partì molto tempo prima della presunta pacificazione nazionale (sui noti fatti) l'opera di chiusura all'odio e rispetto delle motivazioni altrui..forse perchè furono tra coloro che la guerra la fecero sul serio, su tutti i fronti, e da ambo le parti.

    ciao
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  2. #12
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    [:I]una domanda da parte di un ignorante del nord: quì non c'era scelta sia per i nativi che per i "Profughi dell'8 settembre": o ti aruoli nella RSI,o sei un renitente alla leva per cui, o scappi in montagna e ti aruololi in una formazione partigiana, o ti arresto e vai in Germania;[] al Sud cosa è successo? la "leva" era sospesa o nessuno li cercava?[?]

  3. #13
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    mi pare evidente che la situazione al Nord fosse ben diversa di quella al sud, anche stando ai commenti fin qui postati..al nord si difendeva un confine (limite) si combatteva, al sud questo limite non esisteva più, il "sistema" in se era saltato, chi poteva cercava di tornare a casa, i militari di carriera continuarono a combattere..più che altro si cercava di ricostruire, sopravvivere, riunire i nuclei familiari..altri si arruolarono per pure sopravvivenza, altri per convinzione..per moltissimi la guerra era finita.

    ciao
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  4. #14
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    Io posso parlare per cio' che so: mio padre, paracadutista della Nembo in Sardegna fu colto dall'armistizio mentre era tra la vita e la morte a causa delle febbri malariche assieme a qualche migliaio di colleghi della Nembo e di altre truppe in Sardegna.Gli americani arrivarono col chinino e rimisero in breve tutti in piedi dando questa scelta: o cobelligeranza o campo
    di concentramento in Algeria. Ecco perché parlo di cobelligeranza forzata, se non per tutti, per lo meno per una buonissima parte. Da quel che so, che tra l'altro si evince da numerose testimonianze reducistiche pubblicate dal 1946 agli anni '90, le nostre truppe in Sardegna erano tutt'altro che filo-Alleati.Lo stordimento successivo al cambio di alleanza, specie per truppe scelte che non volevano far altro che combattere, fece la differenza.Lo stesso comportamento dei Savoia e il modo bieco e senza scrupoli con cui venne perpetrato il cambio di schieramento, lasciò tutti, fascisti e non,esterrefatti tant'è che il male minore, fu proprio la scelta di lasciarsi portare in continente e combattere i tedeschi (che nel frattempo, detto tra noi, a ragione o a torto, non è che si accattivassero, piu' di tanto il favore di quei soldati italiani che avevano visto nell'armistizio un vero e proprio tradimento né tanto meno quello di molte popolazioni che si trovarono del tutto incolpevoli tra le varie fazioni in lotta pagando dei tributi in vite umane che ancora piangiamo).I fatti di Cefalonia, di parte della Dalmazia e di altre zone d'Italia dove i tedeschi ovviamente fecero piu' che sul serio, non favorirono certamente il ritorno ad un'alleanza molto scomoda.Non invidio, al giorno d'oggi chi si e' trovato a dover fare delle scelte di questo tipo. In ogni caso col C.I.L. e coi Gruppi di Combattimento poi, e' rinato il nuovo Esercito Italiano, che ha dato il sangue ed ha combattuto con onore, spesso sorprendendo gli Alleati e gli stessi tedeschi.Nelle zone occupate dai tedeschi, anche la RSI dava poca scelta: o ci si arruolava o si finiva in Germania, oppure si andava alla macchia con o senza partigiani.Nelle zone occupate al sud, la leva non venne sospesa, tant'è che nonostante il caos assoluto, vennero richiamate le classi fino al 1926: moltissimi, tranne i piu' giovani, o erano morti, o dispersi o prigionieri o arruolati al Nord:in ogni caso, nonostante moltissimi renitenti per vari motivi, questi nuovi reparti andarono a colmare i vuoti e anche loro fecero la loro parte.
    Potremmo stare per mesi a discutere di cio', ma non troveremmo una situazione personale uguale all'altra: c'era chi poteva amare il Re e chi amava ancora il Duce, o chi amava solamente Hitler dall'una o dall'altra parte. Semplicisticamente, dall'una o dall'altra parte, si taccia questo o quello di traditore, ma alla fine, a parte gli imboscati per codardia, credo che tutti gli italiani abbiano avuto modo di riscattare sé stessi, secondo gli eventi e le zone in cui si sono trovati.[8D]PaoloM

  5. #15
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    ..proprio per questi e di altri fatti ho accennato al discorso "Sardegna"..inoltre pare che un terzo dei militari ivi residenti in quel periodo furono colpiti da malaria.."oltre il danno la beffa"..( fondamentalmente era solo questo che ti avevo originariamente chiesto..il perchè della cobelligeranza forzata..adesso ti sei spiegato e io ho capito)

    sono ben concorde con te sulla poca disposizione dei comandanti, e di conseguenza dei soldati
    nei confronti con un'alleanza/dipendenza con gli Angloamericani..vedi Gruppi Rizzatti, Sala, Alvino, etc.

    e devo dirti che maggiori sono le conoscenze degli interlocutori, maggiore è la possibilità*, per chi si fa domande,....di giungere a conclusioni sagge e condivise!

    ciao
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  6. #16
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    a mio tempo avevo postato nel thread sui militaria del regio Esercito proprio un BD NZ con le insegne del GdC Folgore (solo le mostrine e il brevetto, però, la bandierina era andata e devo ricucire quella che ho preso in sostituzione): il confronto tra le due foto sembrerebbe confermare la natira neozelandese del BD (quelli canadesi hanno i bottoni in metallo verniciato).
    http://www.milistory.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=6894

  7. #17
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    Marpo, oltre al BD NZ con le insegne del Folgore, ho in collezione anche un BD War Aid (US made) che ha tutta l'aria di essere stato in dotazione a un soldato dei G.d.C. dal momento che sui risvolti vi sono i segni delle mostrine che vi erano state cucite e sulla spalla il "fantasma" della bandierina: per fugare ogni dubbio, il colletto è stato riforzato con panno grigio-verde!

  8. #18
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    Tutto puo' essere, del resto non l'ho mai escluso. Saro' io magari sfortunato che ho trovato BDs dei Gruppi di Combattimento per la maggioranza canadesi e raramente inglesi.[]Ciao, PaoloM

  9. #19
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    Paolo, io credo che in ogni caso un motivo ci sia: come sai bene, nel febbraio del 1945, i canadesi si imbarcano a Livorno e lasciano in Italia un enorme quantitativo di materiale. Lo stesso faranno in autunno, in Inghilterra, quando si reimbarcheranno all volta del Canada: non è un caso che spesso le uniformi di coloro che sono stati congedati dal British Army alla fine del 1945 e nei primi mesi del 1946 siano di fabbricazione canadese. Sicuramente i G.d.C. avranno ricevuto la loro parte di BD canadesi, specie nell'iimediatissimo dopoguerra: nota bene, che sono spessissismo di fabbricazione canadese anche in BD del II Corpo d'Armata Polacco, che rimane in Italia fino all'ottobre del 1946...

  10. #20
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    Re: Paracadutista Regno del Sud

    Citazione Originariamente Scritto da Endopat
    Questa foto mi sembra interessante.



    Scattata a Firenze, raffigura un artigliere (o geniere) paracadutista
    che sul bavero porta le mostrine metalliche adottate nel 1945-46 e mantenute fino alla fine degli anni 40, in testa il basco Grigio-Verde con un fregio ricamato in filo nero.
    Non riesco a vedere la foto, per cortesia è possibile reinserirla?
    Negli anni che citi il battaglione artieri della "Folgore" era di stanza proprio a Firenze.

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