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Discussione: VITA E MORTE DELLA TIRPITZ

  1. #1
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    VITA E MORTE DELLA TIRPITZ

    [justify:26lkct89]La bottiglia di champagne che la mano gentile di Frau von Hassel aveva mandato ad infrangersi, quella mattina del 1° aprile 1939, contro una murata della nave da battaglia alla quale era stato assegnato il nome del padre, Grande ammiraglio Alfred von Tirpitz, (capo della Hochseeflotte (la flotta d`alto mare) durante la Grande Guerra e con essa aveva partecipato alla gigantesca battaglia dello Jutland.), era indubbiamente di ottima marca, quale si addiceva all`importanza della cerimonia.
    [attachment=6:26lkct89]von tirpitz.jpg[/attachment:26lkct89]
    Tuttavia non servì molto allo scopo augurale per il quale il suo contenuto era stato versato contro lo scafo della super corazzata, dal momento che a questa fu riservata una sorte grigia e sfortunata, mai illuminata da un momento di gloria e da un balenio di leggenda.
    Varata il 1/1/39 nei cantieri di Wilhelmshaven alla presenza del Fuhrer e del Grande Ammiraglio Raeder (promosso a quel supremo grado proprio nello stesso giorno)
    [attachment=5:26lkct89]Varo.jpg[/attachment:26lkct89]
    [attachment=4:26lkct89]hitler varo.jpg[/attachment:26lkct89]
    La nave dislocava a pieno carico 52.600 ton. e disponeva di un apparato motore di 12 caldaie Wagner e tre gruppi turboriduttori Brown-Boveri con disposizione sui tre assi, due timoni paralleli disposti ciascuno fra l`elica centrale e la rispettiva laterale, potenza 163 HP, velocità* 30.8 nodi, combustibile (nafta) in carico normale 3.000 ton., in carico massimo 8.700 ton., autonomia 10.200 miglia a 16 nodi.
    Lunga 251 metri fuori tutto, con corazzature di resistentissimo acciaio che arrivavano fino a 380 mm., poteva resistere a qualsiasi ordigno e difatti mai una bomba nemica penetrerà* a fondo i suoi ponti corazzati.
    Le artiglierie comprendevano 8 cannoni da 381 mm. in quattro torri binate (chiamate da prora verso poppa, Anton, Bruno, Caesar e Dora), 12 cannoni da 150,55 16 cannoni da 105/65, 16 cannoni da 37, 46 mitragliere da 20.
    In caso di emergenza tutti i pezzi anche quelli di grosso calibro, potevano essere impiegati per il tiro contraereo, accompagnando gli aerei attaccanti con un tiro efficace che copriva un raggio massimo di 21.000 metri e che diveniva più nutrito e micidiale man mano che gli incursori, avvicinandosi entravano nel campo di tiro delle armi di calibro inferiore.
    Disponeva anche di 8 tubi lanciasiluri e sino a 6 idrovolanti da ricognizione navale gli Arado 196.
    Aveva 2.400 uomini di equipaggio
    [attachment=3:26lkct89]La tirpitz.jpg[/attachment:26lkct89]
    [attachment=2:26lkct89]CANNONI.jpg[/attachment:26lkct89]
    Il concetto di "flotta in potenza" vale a dire di una forza navale più piccola di quella dell`avversario e quindi non disposta ad impegnarsi in un combattimento navale ad oltranza, ma abbastanza forte da costituire un pericolo per le sue possibilità* di ostacolare il traffico marittimo o di piombare su una parte di unità* nemiche e distruggerle.
    E probabile che la teoria non fosse mai stata applicata così deliberatamente, così sistematicamente e con tanto successo prima.
    Anche due fattori concorsero a far si che la Tirpitz non venisse impiegata per una missione nell`atlantico: la scarsa disponibilità* del combustibile necessario per le lunghe attraversate oceaniche e l`effetto che la fine della Bismarck aveva esercitato sull`animo di Hitler.
    Nella notte fra il 14 e il 15 gennaio 1942, la Tirpitz fece il suo ingresso nelle acque norvegesi(dove rimase per circa 34 mesi) diretta a Trondheim attraverso il canale di Kiel
    [attachment=1:26lkct89]nave nel.jpg[/attachment:26lkct89]
    [attachment=0:26lkct89]nave.jpg[/attachment:26lkct89]
    La Norvegia costituiva pertanto una posizione ideale per mettere in pratica la politica della "flotta in potenza", mentre la Germania era impegnata contro l`Unione Sovietica a est e contro gli angloamericani a ovest.
    Le forze navali tedesche di base nei numerosi fiordi della costa occidentale scandinava, potevano minacciare sia le rotte dei convogli atlantici sia quelle dei convogli artici e i vantaggi offerti dalla posizione e dalla facoltà* di scelta del punto e del momento in cui colpire compensavano in buona parte la superiorità* numerica della Royal Navy.
    La Tirpitz era la nave più indicata d`ogni altra per costituire una simile minaccia perché al tempo del varo era, unitamente alla gemella Bismarck, la nave da guerra più potente del mondo.


    fine prima parte[/justify:26lkct89]fonte cartaceo cocis49
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    luciano

  2. #2
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    E beh Luciano,quando ti ci metti....si vede!Ottimo lavoro,ottima prima parte

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di Blaster Twins
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    Semplicemente eccezionale,Cocis.Sei un vero asso!!!
    A/F 505 PIR 82ND AIRBORNE DIVISION "ALL AMERICAN"
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    www.progetto900.com

  4. #4
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    Grazie speriamo che la seconda parte piacerà*, devo ancora scriverla (dico sul serio)
    luciano

  5. #5
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    Grande Luciano..
    e mancava solo lei..poi ho un debole per le Unità* Tedesche..mi piace tutto, dalle linee d'acqua alle tecnologie imbarcate..ai comandanti..
    logicamente, sempre in secondo piano a livello affettivo nei confronti con le Nostre.
    per la seconda parte quando avrai tempo..(che quello serve sempre)
    Ciao
    digjo

  6. #6
    Utente registrato L'avatar di Giarabub
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    complimentandomi col mod per la scelta dei topic, non volendo anticipare nulla, nutro un senso di "rabbia" per queste unità*,per la loro fine, lo scontro impari..e specificamente per lei,per il timore di perderla, in pochi hanno avuto la fortuna o sfortuna di vederla in azione.
    Complimenti ancora
    " "Con simile gente si va in capo al mondo. Occorrerà frenarli, anziché sospingerli in battaglia"”

  7. #7
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    [justify:3lcll24f]Si Giarabub grande fu il timore di perderla.
    L`affondamento della Bismarck sua gemella scosse molto Hitler e la Germania

    Londra valutò adeguatamente la nuova minaccia e prese ben presto le contromisure.
    Anche i responsabili della marina USA la ritennero una minaccia non di poco conto in quanto li costringeva ad impegnare navi da battaglia per la scorta dei convogli artici, penalizzando così le contemporanee, non meno impellenti esigenze delle operazioni navali nel Pacifico.
    Gli inglesi furono così indotti a far sorvolare continuamente dai ricognitori le acque e i porti della Norvegia.
    [attachment=8:3lcll24f]Fotografata Alten.jpg[/attachment:3lcll24f]
    Durante la notte del 28-29 gennaio 42, gli Stirling e gli Halifax della RAF effettuarono senza conseguire risultati il primo dei numerosi attacchi contro la Tirpitz.
    I due tipi di bombardieri
    [attachment=0:3lcll24f]Halifax.jpg[/attachment:3lcll24f]
    [attachment=1:3lcll24f]Stirling.jpg[/attachment:3lcll24f]
    Nel frattempo l`intensificarsi dell`attività* aerea e navale dei tedeschi preannunciava l`impiego della corazzata contro i convogli atlantici oppure contro quelli artici.
    In realtà* gli attacchi sarebbero stati diretti contro questi ultimi, perché i tedeschi cominciavano ad intuire proprio allora, l`importanza per il potenziamento dello sforzo bellico sovietico.
    Nella mattina del 6 marzo la Tirpitz lasciava il suo ormeggio scortata da tre cacciatorpediniere battendo le insegne del vice ammiraglio Ciliax i bersagli sarebbero stati il convoglio PQ-12 diretto in Russia e il convoglio QP-8 di ritorno in Gran Bretagna che il 1° marzo lasciarono rispettivamente l`Islanda e la piccola baia di Kola.
    L`equipaggio era elettrizzato ed eccitato per questa sua prova del fuoco, in fin dei conti l`unico nemico avvistato fino a quel momento era costituito dagli altissimi e impersonali bombardieri della RAF, adesso finalmente Anton, Bruno, Caesar e Dora (le 4 torri binate) avrebbero fatto sentire la loro voce e gli armamenti dei pezzi controllavano di continuo congegni e manovre.
    Ma la sorte non doveva essere benevola con questi marinai, la prova del fuoco sarebbe stata rimandata a causa del maltempo.
    Le cattive condizioni atmosferiche impedirono il contatto sia fra i due convogli che con la squadra navale inglese la portaerei Victorious e le due corazzate King Gorge V e Duke of York e l`incrociatore da battaglia Renown, nonostante la Tirpitz defilasse a poche miglia dagli uni e dall`altra.
    Due delle navi inglesi
    [attachment=7:3lcll24f]Port. Victorious.jpg[/attachment:3lcll24f]
    [attachment=6:3lcll24f]Incrociatore Renown.jpg[/attachment:3lcll24f]
    La mattina del 9 marzo la corazzata fu avvistata dai ricognitori e sottoposta all`attacco di 12 aerosiluranti Albacore decollati dalla portaerei, la speranza degli attaccanti era quella di ripetere il risultato ottenuto 10 mesi prima con la Bismarck, ma i colpi andarono tutti a vuoto.
    Accolti da una precisa contraerea non poterono far altro che sganciare abbastanza da lontano, osservando ammirati come il colosso d`acciaio evoluiva per evitare agilmente le scie dei siluri, questo anche per la differenza fra la lenta velocità* di avvicinamento al bersaglio degli Albacore , insita nelle stesse caratteristiche strutturali e aerodinamiche del velivolo e la notevole velocità* della Tirpitz.
    Rientrata indenne nel porto di Narvik, alcuni giorni dopo eludeva il pattugliamento di sommergibili e cacciatorpedinieri inglesi e riprendeva il proprio ancoraggio a Trondheim.
    [attachment=5:3lcll24f]Reti.jpg[/attachment:3lcll24f]
    L`operazione descritta, insignificante dal punto di vista tattico, ebbe però successive importanti implicazioni sul piano strategico.
    Da parte tedesca si prese coscienza che la vicenda era stata fortunata e pertanto fu stabilito che in futuro le navi da battaglia sarebbero state impiegate solo se vi fosse stata una adeguata copertura aerea e sempre che la consistenza e la posizione delle flotte nemiche fossero state anticipatamente ed esattamente note.
    Era difficile che ciò potesse accadere, per cui la decisione equivaleva in pratica a una rinuncia a qualsivoglia iniziativa di carattere offensivo.
    Da parte britannica malgrado l`alacre attività* dell`Intelligence Service non riuscì a conoscere tali presupposti, né a valutare adeguatamente il problema del consumo di carburante da parte tedesca, basti pensare che nel raid di marzo la Tirpitz aveva consumato oltre 800 tonnellate di combustibile.
    L`Ammiragliato inglese perciò guardava con estrema preoccupazione alle rotte artiche del Mare di Barents e di Murmansk, la cui sicurezza era minacciata dalla Tirpitz, ma nel contempo era vivissimo il timore di sortite anche in Atlantico.
    Proprio quest`ultima paventata eventualità*, fu all`origine dell`attacco contro la base francese di Saint – Nazaire sulla sponda settentrionale dell`estuario della Loira.
    Il ragionamento britannico era semplice, se la Tirpitz fosse uscita in Atlantico, era pressoché certo che il rientro sarebbe avvenuto in un porto della costa occidentale francese anche nel caso di riparazione dei danni che avrebbe potuto subire negli eventuali scontri e l`unico porto dotato di un bacino di carenaggio capace di contenere il gigante d`acciaio, era appunto quello di Saint-Nazaire con il suo enorme bacino "Normandie" e se questo fosse stato reso inutilizzabile, la sopravvivenza della Tirpitz in quelle acque sarebbe stata molto problematica.
    Così nella notte fra il 27 e il 28 marzo, un gruppo di commandos assalta il porto, mentre un vecchio cacciatorpediniere il "Campbeltown", è mandato ad incagliarsi nella grande chiusa del bacino "Normandie".
    [attachment=4:3lcll24f]Campbeltown.jpg[/attachment:3lcll24f]
    In realtà* il "Campbeltown" è un gigantesco siluro con acciarino a tempo, l`interno della nave è stipato di esplosivo e quando alcune ore dopo esploderà*, il "Normandie" rimarrà* gravemente danneggiato e per ripararlo occorrerà* più di un anno e in questo lasso di tempo, Churchill pensa che la RAF o la Royal Navy avranno ragione della Tirpitz bloccata in Norvegia.
    [attachment=3:3lcll24f]Commandos.jpg[/attachment:3lcll24f]
    Foto eseguita dall`aviazione britannica dopo l`attacco, i numeri indicano le distruzioni e i danni causati dall`incursione inglese.
    [attachment=2:3lcll24f]Cartina.jpg[/attachment:3lcll24f]
    1. Le chiuse del bacino, scomparse
    2. Il molo danneggiato
    3. La centrale di manovra delle chiuse danneggiata
    4. Due piccoli capannoni completamente distrutti
    5. La maggior parte della centrale delle pompe idrauliche del bacino distrutta
    6. Sottomarino in costruzione leggermente danneggiata[/justify:3lcll24f]7. Edifici danneggiati

    fine seconda parte
    fonte cartaceo cocis49
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    luciano

  8. #8
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    Come sempre un ottimo e interessante topic, complimenti Cocis.

  9. #9
    Utente registrato L'avatar di Blaster Twins
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    Anche la seconda parte non ha tradito le aspettative.Grande,Cocis!!!
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  10. #10
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    Re: Vita e morte della Tirpitz

    Grazie ragazzi :P
    luciano

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