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Discussione: Volo sul fronte 15-18

  1. #21
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    Sono contento che vi siano piaciute queste immagini da me postate.
    Volevo dire a baffobruno che tutte le località* del trevigiano che mi hai elencato sono poste a ridosso degli aeroporti di Istrana e di Treviso e rientrano tutte all'interno delle relative ATZ che in questo caso si intersecano tra di loro, percui sono zone vietatissime agli ultraleggeri sopratutto quella militare di Istrana che addirittura quando ti avvicini ti oscurano il GPS.
    Comunque di solito di quei campi di volo oggi non è rimasto nulla e sono ritornati campi agricoli; in località* Busiago situato a nord-est di Piazzola sul Brenta è stata ripristinata una vecchia pista della prima guerra mondiale ed ora si chiama "Le Risare" ma è del tutto simile ad altre strisce d'erba segnata dai cinesini.

  2. #22
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    Grazie per la dritta su Busiago, Peo!
    Recito il "mea culpa": il particolare dell' "off limits" mi sfuggiva, spinto come sono dalla foga della ricerca storica. Come non detto...
    Ma, pekke pekke, come si diceva una volta in dialetto, qualcosa spunta fuori, sottoforma di strutture in cemento, ad esempio le piramidi tronche su cui posavano i pianciti delle baracche, qualche muro, poi abbattuto, dei vecchi hangars, i piccoli pillbox di calcestruzzo armato, per mitragliatrici, della linea del campo trincerato di Treviso.
    Uno di questi QUASI intero si trova a San Cassiano, fra il "finepista" dell' ex aviocampo di F. Baracca (San Bernardino), un altro perso per i campi a sud dell' aviocampo di San Luca, un altro ancora nei pressi della massicciata della Ferrovia TV-VI a mezza via fra l' intersezione di Strada nons. Breda e il Municipio di Paese, ma pare che alcuni, inglobati in proprietà* private, un po' alla volta... emergano. Ilpezzo forte è il bunker, stavolta intero, e apparentemente appartenente alla stessa tipologia, che esiste proprio al confine fra Sant' Andrà* e Povegliano (sempre TV).- Suppongo servisse a difendere l' aviocampo di Arcade.- Sempre del suddetto campo trincerato, dovrebbero essere rimaste le trincee, che ora si presentano come fossati in asciutta, e in posizioni tali da non aver apparentemente senso rispetto al comune andamento del terreno agricolo; solo che sono quasi sempre invase dalla vegetazione pioniera e dalle robinie infestanti (che d' estate rendono impossibile l' identificazione anche solo da pochi metri di distanza).- Ho comunque passato il link del tuo servizio fotografico ad un amico asiaghese - che ne è rimasto piacevolmente meravigliato!
    Buon proseguimento
    baffobruno

  3. #23
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    Aggiunta: passando in auto a mezzavia fra Vidor e Moriago della Battaglia, in riva sinistra Piave, mi è parso di scorgere un
    campo di volo per ultraleggeri. Di recente impianto. Altro trovasi sulla "Jesolana" non lontano da un famoso e vecchio ristorante, e di questo sono certo per aver visto spesso "qualcosa muoversi". Lo si scorge bene dal ponte pedonale "a dorso di dromedario" di Santa Maria di Piave (che poi è sul Sile, a ben pensarci).- Tracce di precedente utilizzo militare dovrebbero ancora trovarsi però all' aeroporto "Nicelli" del Lido di Venezia, - San Nicolò - sottoforma di aviorimesse (forse) e di resti di fortificazioni (alcune delle quali risalenti alla Grande Guerra e prima ancora, come il Forte omonimo).-
    Dico male?
    Un saluto
    baffobruno

  4. #24
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    baffobruno mi felicita che il tuo amico dell'altipiano sia rimasto piacevolemente meravigliato nel vedere i suoi posti dall'alto; anch'io lo sono sempre anche quando ci vado in macchina o a piedi per sentieri...è uno tra i posti che amo di più.
    Per quanto riguarda Busiago ti posso dire che dall'alto si vedono una fila di campi parralleli di cui uno attrezzato con manica a vento e "cinesini", ma la tessitura rispetto i campi circostanti è completamente diversa e uniti tra loro danno un'unica grande superficie più o meno a forma quadrangolatre che probabilmente ricalca la forma dell'antico campo di volo, che sicuramente saprai, fino alla seconda guerra mondiale i campi di volo erano molto vasti per poter decollare sempre e comunque con il vento frontale e in formazione.
    Ti passo il sito dell'aviosuperficie con relativo agriturismo; tra queste pagine c'è una piccola storia del campo militare: www.lerisare.it.
    Volando nei pressi del Montello passo spesso vicino ad un'altra superficie che sembra, per le stesse caratteristiche e perchè c'è una piccola baraccheta e un vialetto con lapide,un vecchio campo di volo. Si trova sulla destra Piave in prossimità* di Borgo Santa Margherita, su Google Earth guarda le coordinate: N. 45 50 13 E 12 04 29. Se sai o scopri qualche cosa fammelo sapere.
    Invece a Vidor c'è il campo di volo di Bosco di Vidor con relativi hangars; a Caposile c'è l'omonima aviosuperficie con annessa scuola.
    Al Niceli del Lido oltre l'aereo stazione degli anni '30 appena restaurata con anche mobilio dell'epoca, ci sono sempre del periodo le officine aeronautiche in parte attive.
    So inoltre che a marcon, periferia di Mestre, esisteva un campo della prima guerra mondiale e dovrebbero esserci delle casermette che il comune doveva restaurare e dare in concessione a un gruppo di aereomodellisti. Questo in località* Praello o San Liberale.
    Fammi sapere.

  5. #25
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    ho volato proprio di recente su un ultraleggero
    grazie ad un mio amico istruttore,ma non su zone così..
    anche se il lago maggiore ha il suo fascino !
    Complimenti per le foto, sono bellissime

  6. #26
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    belle foto e Topic..mi ha colpito vedere il forte Verena..(per ciò che ha significato)
    bellissima passione..complimenti

    ciao
    digjo
    Ciao
    digjo

  7. #27
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    menocchio ho visitato spesso quei posti e i cimiteri inglesi in quel versante dell'Altipiano, ti ringrazio per le avvertenze e le informazioni
    (ti confesso che ho anche fatto un certo gesto scaramantico molto in voga nella specie umana maschile...).
    Il volo in montagna pone problematiche diverse da quello di pianura e ho rinunciato più di una volta, giunto ormai sulla piana di Asiago, nel proseguire il volo a causa dei forti rotori con forti discendenze e squotimenti caratteristici di quella zona; del resto proprio per questa instabilità* atmosferica Asiago è stato uno dei primi certri di volo a vela ancora negli anni venti, quando si lanciavano con gli alianti dal monte Sisemol e poi li riportavano su a traino dei buoi.
    Ci sono delle regole ben precise per volare in pendio e una di queste è quella di non inoltrarsi mai in una valle che non si conosce e che può restringersi senza lasciarti margine per oltrepassarla o tornare indietro come mi pare sia quella di Calvene.
    Io salgo sempre su da Marostica e per Lusiana dove il pendio ha un andamento progressivo e mi lascio sempre da un lato una via di fuga in caso di forti discendenze.
    [ciao2]

  8. #28
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    Caro Peo,
    vedo che anche il touch down con l' amico di Calvene è andato a buon fine, scongiuri compresi.
    Marcon: ci sono stato con l' erba alta 1 metro. Dovrò tornarci prima che ricresca. Per fotografare quel che resta. Il punto notevole più vicino al posto dovrebbe essere dato dalla ciminiera di una fornace, visibile anche in alcune foto della Grande Guerra. Speciale per Marcon l' incontro dei reduci negli Anni Ottanta; credo che presso la locale biblioteca rimangano tracce di un' apposita pubblicazione. Da Marcon si levò in volo con un vecchio sgangherato Nieuport, scortato da una coppia di amici con caccia ben più moderni, "Nane" Giannino Ancillotto, che andò ad abbattere coni ì razzi Le Prieur (francesi) il drachen di Rustignè, sparando tanto da vicino che lo dovette attraversare mentre esplodeva. Tornando alla base con diversi grossi brandelli di tela impermeabile attaccata ai montanti alari. Con questa, si fece un bel "trench" che il Duca d' Aosta, Com.te la III Armata, indossò per tutto il resto della guerra.
    Era tutta gente in gamba, con le palle, volgarmente parlando, quella che volava. Sto leggendo un libro sugli assi della caccia e vedo proprio che si trattava in tutti i casi di personaggi notevoli, non "omogeneizzati". ognuno con una spiccata personalità*. Molto probabilmente giocava il suo ruolo la provenienza da Corpi della più diversa origine: cavalleria, bersaglieri, artiglieria, genio, carabinieri.
    Dalle parti dell' aviosuperfice che mi citi... c' è da perdersi ... dal punto di vista delle ricerche: è citato infatti un aviocampo a Isola di Carturo, ma uno anche a Grossa e uno a Gazzo.
    Il vecchio aeroporto di Istrana (1916-1 serviva anche - come sorveglianza e interdizione aerea, il settore trentino. Mica male per i Nieuport 11/17 e poi gli Hanriot HD-1, macchine veramente, quest' ultime, di pura razza.
    Ma mi sento comunque irresistibilmente attratto dal vecchio e glorioso aeroporto del Lido "Nicelli", anche perchè il pilota da cui ereditò il nome cadde proprio qui, in territorio di Paese: con uno dei soliti Nieuport 27 dall' ala inferiore fragile, doveva esibirsi in volo per mostrare le capacità* acrobatiche degli aviatori italiani ad una commissione straniera. Ritengo, inglesi. Il caccia con l' ala svergolata cadde contro una delle prime case coloniche in località* Porcellengo. Si può virtualmente vederne il luogo dalle finestre di casa mia.
    Purtroppo ho l' impressione che le nuove generazioni di studenti "sentano" poco l' orgoglio delle conquiste e dell' importanza di vecchie, gloriose basi come questa. Peccato anche che - se non vado errato - abbiano smantellato il vecchio hangar delle Aeronavali a struttura geodetica. A mio modesto avviso un vero e proprio capolavoro.
    Un altro aviocampo che mi "intriga" molto e che non sono mai stato capace di individuare esattamente è quello friulano di Oleis.
    Mentre a Osoppo/Zardinis/Rivoli mi pare si voli ancora, a livello sportivo: anche qui darei... non so che cosa... per riuscire ad individuare dove fossero gli hangars in cui la Luftwaffe stivava e nascondeva alla fotoricognizione alleata i propri bireattori Arado, nel 1945. Macchine concettualmente avanti "anni luce" rispetto ai tempi.
    Ancora un saluto
    baffobruno

  9. #29
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    baffobruno sto apprendendo molti particolari che non conoscevo dalle tue puntuali spiegazioni.
    Ho scutato su Google Earth la zona di Oleis e ho individuato un paio di posti dove potrebbe esserci stato un campo di volo ma non vedo sovrastrutture, mentre posso dirti che a Rivoli di Osoppo l'avio superficie è in attività* anche come centro volovelistico intitolato al pilota del primo stormo Regia Aeronautica Nino Pittini; prossimamente mi sono ripromesso di andarci ad atterrare.
    Per quanto riguarda gli Arado, in una foto inserita in una pubblicazione di Nino Arena si vede un Arado 234 sabotato all'aeroporto di Aviano.
    Vorrei chiederti se hai notizie della pista asfaltata, per molto tempo in disuso, e ora in parte riattata dalla ditta di ultraleggeri Flysynthesis, che si trova a Mortegliano, cordinate su Google: 45 58 09 13 13 57.

    Saluti[]

  10. #30
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    Baffobruno volevo chiederti se conoscevi l'aeroporto di Ajdovscina (45 53 21° - 13 53 14°)in Slovenia, posto che ho frequentato per due anni per volare in aliante.
    So che durante la guerra era una base aerea austriaca e che una volta Baracca inseguì degli aversari fino a lì da Udine; mi interesserebbe avere notizie a riguardo.
    Ciao!!

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