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Discussione: volume 2 grande guerra di latta --le scatoletteeeeeeeeeeeeeeeee

  1. #1
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    volume 2 grande guerra di latta --le scatoletteeeeeeeeeeeeeeeee

    cap final 1 a.jpg

    dall'Introduzione al 2° volume


    Son bastati cinque mesi, dal momento della pubblicazione, per vedere esaurita la prima edizione del 1° volume dedicato alle razioni consumate dai soldati durante la Grande Guerra. L’attenzione di tanti appassionati riposta verso questa materia ci spinge oggi a proseguire nella ricerca.
    Il segnale è chiaro: il collezionismo e il desiderio di approfondimento si stanno indirizzando verso nuove frontiere, pur vincolate alle realtà del primo conflitto mondiale. Così come i musei e le raccolte pubbliche aggiornano le proprie esposizioni inserendo tra le teche reperti inerenti la vita del soldato al fronte, anche tanti recuperanti moderni rivalutano certi oggetti, considerati fino a pochi anni fa semplice immondizia bellica.
    Potrà sembrare bizzarro e sorprendente, ai giorni nostri, vedere la tipologia del materiale raccolto da quanti praticano la ricerca tra le linee dell’ex fronte. Le armi sono passate in secondo piano, se non del tutto sottostimate e snobbate, tanto da essere lasciate sul luogo del ritrovamento. Fondi di granate, involucri vuoti degli shrapnel, bombe a mano e munizioni per armi leggere non finiscono più negli zaini, ma rimangono sul luogo del primario impatto e poco oltre il parapetto delle trincee. Se da un lato è la normativa sulla pubblica sicurezza a porre giuste barriere circa la detenzione di residuati, dall’altro è l’evoluzione dei recuperanti a fare la differenza.
    Archiviato il periodo in cui i primi raccoglitori puntavano all’essenza del metallo presente in maniera copiosa sui campi di battaglia, si è passati, negli anni più a noi vicini, a collezionisti muniti di metaldetector moderni, capaci di individuare un bossolo per fucile mod. 91 ricoperto da una spanna di terra e sassi. La cernita si è ulteriormente affinata puntando ad oggetti più personali relativi alla truppa, quali distintivi di reparto, buffetteria e materiale di uso quotidiano. Tra questi beni si inseriscono le confezioni di alimenti consumati tra le trincee e in retrovia, che offrono uno spaccato della realtà legata a milioni di individui in uniforme.
    Nel I° volume avevamo trattato un centinaio di scatolette e barattoli frutto di produzione militare e civile, nella presente pubblicazione analizzeremo altrettanti reperti, tutti provenienti dalle linee del settore alpino. Ancora una volta proponiamo l’analisi di ogni singolo pezzo, allegando alle immagini misure e caratteristiche grafiche, offrendo nella maggioranza dei casi, esaustive informazioni sulle aziende produttrici.
    Grazie alla documentazione redatta all’epoca del conflitto scopriamo quali fossero le direttive ministeriali riguardo l’alimentazione al fronte; con attendibili testi contemporanei alle battaglie rendiamo certezza circa il consumo al fronte di prodotti dell’industria conserviera civile.

    Oggi stringere tra le mani questi cimeli è fonte di grande soddisfazione. Un secolo fa furono il frugale rancio dei nostri nonni e dei loro nemici. Gente accomunata dagli stenti e dalla voglia di sopravvivere ad una tragedia che stentavano a comprendere. Grazie ad un barattolo di dolciumi riviviamo il loro fugace piacere per una caramella, un biscotto o un “bollo” di cioccolato; esaminando i resti sul fondo di una latta contenente grasso per calzature, torniamo con la mente alla vita nelle baracche, con i militari intenti a togliere il fango dagli scarponi; sfiorando i bordi taglienti di una scatoletta di sardine non possiamo esimerci dal pensare a chi l’ha aperta, imprecando per la difficoltà d’esecuzione di una pur semplice operazione.
    Semplice però lo è solo per noi oggi, che in modo irriverente ci lamentiamo se, di tanto in tanto, abbiamo per pasto tonno e fagioli. Abituati all’agiatezza e al benessere con sui siamo cresciuti, se fossimo spediti ora sulle trincee del Carso, dell’Ortles o dell’Ortigara, a metterci fuori combattimento sarebbero più gli stenti che l’impeto offensivo del nemico.

    La Grande Guerra di latta – volume 2
    154 pagine
    oltre 100 immagini a colori
    edizioni Menin - Atelier Grafico Schio


    per il moderatore, posso mettere la recensione sulla discussione relativa alle scatolette ww1?

  2. #2
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    Era ora
    CERCARE REPERTI BELLICI E' UNA MALATTIA,UNA BELLISSIMA MALATTIA?

    CHIUDIAMO SEMPRE I BUCHI CHE FACCIAMO

  3. #3
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  4. #4
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  5. #5
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    grazie Squalo

  6. #6
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    Prego carissimo!!!!!

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  7. #7
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    segnalo al forum che si parlerà di scatolette e recuperanti in un programma di RAISTORIA
    titolo: ‘14-‘18 STORIE DELLA GRANDE GUERRA

    Quel che resta della guerra, I recuperanti di Sara Chiaretti, Federico Cataldi
    Una serie narrata da Carlo Lucarelli

    ORARI:


    VENERDì 15 MAGGIO 2015

    ORE 21.30 – 21.58



    SABATO 16 MAGGIO 2015

    ORE 17.03 – 17.31
    in seguito metterò link dove rimarrà visibile da sito RAI




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