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Discussione: Zone pericolose?

  1. #31
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    Re: Zone pericolose?

    Argomento interessante davvero...
    Allora, farei, innanzitutto chiarezza sulle "FONTI" della normativa.
    I cartelli marroni non sono Gazzette Ufficiali e NON SONO una fonte del diritto. Sono indicazioni genericamente turistiche, apposte da enti locali o col loro benestare, e non hanno alcuna rilevanza penalistica.
    Non capisco davvero come potrebbero o dovrebbero averne...
    In caso diverso, ai tombarioli basterebbe rimuovere un cartello per procacciarsi una troppo facile impunità* o il cartello "Osteria da Zì Checco Rigatoni co' a pajata dal 1930" farebbe passare i guai a qualcuno... Non scherziamo!
    Quanto agli "EFFETTI DELLA NORMATIVA": se non avete mai sentito o visto metaldetectoristi in gattabuia è forse un caso, delimitato alle vostre conoscenze, magari vaste, ma personali.
    Ricordo che lo studio legale presso il quale lavoravo penò non poco per fare assolvere un paio di metaldetectoristi: uno "pizzicato" nel Lazio, l'altro in Campania, entrambi al di fuori di aree notoriamente storico-turistiche.
    Un processo penale, bene o male, anche se si conclude con una assoluzione, non è mai una esperienza divertente. E, normalmente, si paga. Quindi, di nuovo, non scherziamo!
    Adesso è spiegata la mia battuta sull'avvocato.

    Ancora una volta: la materia legislativa non va affrontata in modo superficiale e dilettantistico ed è spesso molto più complicata di quanto non appaia.
    La legge che ci interessa è severa e molto restrittiva e va integrata con normative di livello inferiore, che vanno a completarne il precetto.
    Come se non bastasse, essa va anche letta ed interpretata alla luce della realtà* italiana della gestione del territorio, molto complessa e articolata: sullo stesso terreno, infatti, pubblico o privato che sia, possono sussistere vincoli di varia natura, non sempre noti allo stesso proprietario!
    Si pensi ai vincoli idrogeologico, paesaggistico, storico-archeologico, forestale, aeronautico, militare, ferroviario, demaniale, agli usi civici, ai consorzi e agli enti di bonifica etc... etc... etc... ripeto... non sempre noti agli stessi proprietari, perchè alcuni sono antichissimi e comunque non tutti devono (o dovevano) essere notificati ai proprietari, almeno non individualmente...
    Molti di questi vincoli possono comportare un divieto aggiuntivo di scavare e/o cercare..
    Le fonti da cui nascono o discendono questi vincoli sono molte e non sempre facilmente esplorabili...
    Insomma... io non rischierei e mi terrei comunque lontano da località* storiche o ad elevata antropizzazione...

  2. #32
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    Re: Zone pericolose?

    Quindi dici di cercare solo in zone sperdute?
    Mi sembra che ne sappia assai. Non mi sai dire come riconoscere o meno la località* archeologica?

  3. #33
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    Re: Zone pericolose?

    Spesso le varie norme si accavallano, sovrappongono, contraddicono.... e finchè si decide quale prevale... serve un buon avvocato.

    Ad esempio, per quanto riguarda il fronte di terra della prima guerra mondiale (fortuna che io colleziono materiale della Marina a.u.):

    http://test.webtags.it/index.php?option ... Itemid=198

  4. #34
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    Re: Zone pericolose?

    ho letto con interesse tutte le argomentazioni, che tra l'altro sono molto utili.
    In Sicilia c'è lo stesso problema che molte zone di interesse per così bellico siano anche di interesse archeologico.
    In tutto il Siracusano i resti di abitazioni rupestri (o tombe ) sono frequentissime e spesso sono state usate per ricavare i rifugi o le riservette dei bunker.
    La base di cozzo telegrafo è stata realizzata svuotando un sito archeologico e collegando due grandi abitazioni rupesti, e in tutta la collina èe piena di tombe, tanto che in una mia visita ho trovato un archeologo che prendeva dei rilievi. Sicuramente per realizzare la base hanno distrutto tutto e i cocci si trovano disseminati per tutta l'area.
    L'area non è segnalata ma è chiaro che una ricerca con il metal è sconsigliata.
    Ma lo stesso vale per l'ennese dove le cronache riportano spesso l'arresto di tombaroli.
    Ma anche in zone dove non ci sono evidenti segni di resti antichi si possono trovare, come la villa del tellaro(zona vendicari)dove sotto una masseria è stata trovata una villa romana.

    Altra questione è che da noi sempre in zona di sbarco ora ci sono molte riserve o oasi spesso integrali e questa è un altro aspetto di cui non si è discusso(mi sembra): quindi nelle aree dove la natura è protetta non puoi scavare
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    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
    ma tu che vali?Gnente!
    Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te,lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri.E' quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore
    più so' li zeri che je vanno appresso.

  5. #35
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    Re: Zone pericolose?

    Non mi permetterei mai di scavare in una area protetta!!!
    Pensavo non fosse da specificare anche perchè quelle sono segnalate e conosciute in maniera particolareggiata quando vivi in una regione mentre quelle di interesse archeologico tante volte non sono conosciute e la cosa rimane più sfumata.

  6. #36
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    Re: Zone pericolose?

    era per completare le istruzioni
    ecco un link che può essere utile per escludere le zone di interesse archeologico, per quanto riguarda la Magna Grecia, quindi dalla Campania in giù:
    http://spazioinwind.libero.it/popoli_an ... rcheo.html

    inoltre vi posto le zone della Sicilia....di solo interesse Greco: sovrapponetela a tutta l'avanzata dell'8 armata...........e fate voi!!!!rimane solo la fascia dei nebrodi...............ma è parco.
    per precisare da noi ci sono anche zone archeologiche marine....vedi vicino a Scoglitti (Kamarina)dove sono sbarcati gli americani
    ciao
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    di Trilussa 1944
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  7. #37
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    Re: Zone pericolose?

    visto che mi sono appassionato alla discussione ecco sul sito dei beni culturali un atlante delle zone archeologiche di Roma e del lazio...........Tolto latina e Frosinone vedo che si è molto limitati........buona fortuna.
    http://www.archeologia.beniculturali.it ... gioni.html
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  8. #38
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    Re: Zone pericolose?

    ecco con questo post mi fermo: ho trovato una guida interessante su l'uso responsabile del metal, fatta da un utente di un forum sul metal.
    http://metaldetector.forumfree.net/?t=26560089

    come pensavo ti conviene iscriverti ad una associazione che collabora con la sovrintendenza e sei sicuro di non scavare in zone sbagliate.............e magari farai da ponte con noi e ci tieni aggiornati sulla situazione normativa e sui ritrovamenti in tema con il nostro forum che sicuramente farai............ciao
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    di Trilussa 1944
    Conterò poco, è vero, diceva l'Uno ar Zero
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  9. #39
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    Re: Zone pericolose?

    Benissimo! Allora in questi giorni leggo per bene i link che hai messo e vedo il da farsi!

  10. #40
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    Re: Zone pericolose?

    1. Abbiamo citato eccome i vincoli naturalistici-forestali-protezionistici, che sono tra gli altri CHE SI AGGIUNGONO a quelli generici di tutela del patrimonio storico-artistico e che, anch'essi, possono essere sanzionati in modo molto severo (si pensi ad una spiaggia sulla quale si verificò uno sbarco, ma sulla quale oggi nidificano specie protette oppure a zone interessate dalla Grande Guerra, ricoperte da piante o fiori rari e protetti e.... per recuperare due bossoli fate strage di tartarughe marine o di stelle alpine o disturbate la riproduzione di talpe e marmotte, lasciando, per di più, una sorta di suolo lunare, tutto buchi e antri... Se ci fosse il taglio delle mani farebbero pure benino, no?...)
    2. Un buon avvocato? Io sono avvocato e vi spiego perchè "non si può mai comunque sapere al 1000%". Quello che è difficile sapere non è la situazione "di diritto", ma quella "di fatto". Mi spiego: devo sapere non solo quali sono i "vincoli teorici" (quelli uno li può elencare), ma quelli di fatto e pratici, presenti su un dato e specifico terreno. Quelli non conviene certo incaricare un avvocato per ricercarli: sarebbe costoso e non sempre, comunque, sicuro al 100%.
    Sappiamo per certo che c'è un generale ed omnicomprensivo divieto di effettuare ricerche a scopo storico-archeologico, senza autorizzazione. Il divieto, mi pare viga OVUNQUE sul territorio dello Stato e, da quello che ricordo della legge, non mi pare certo che viga solo in zone archeologiche....
    Lo "scopo" per il quale si cerca e "cosa" si cerca, a prescindere da cosa realmente trovate o potete trovare, si badi, non lo andate a spiegare VOI alla forza pubblica, nè al giudice, ma lo si desume dal vostro comportamento oggettivamente valutabile e valutato: nessuno è tenuto a credervi!!
    E questo è ovvio! Prima di tutto perchè un imputato ha il sacrosanto diritto di mentire, anche spudoratamente, (e questo non è proibito) e poi perchè, in caso diverso, non ci sarebbe l'ombra di un colpevole sulla faccia della terra: chiunque, non avendo "voluto" rubare, stuprare, rapinare, uccidere etc... risulterebbe un tenero agnellino e le carceri sarebbero, se mai, piene solo di persone imputate a titolo di colpa (i meno pericolosi, insomma...)....
    Pertanto tra voi e il più bieco dei tombaroli... la differenza è lasciata alla bontà* degli operatori...

    Oltre ai vincoli generici e generali, occorre armarsi di santa pazienza e chiedere, per esempio, all'ufficio tecnico del comune interessato, se su una data area "insistono vincoli di qualche sorta".
    Un ufficio sufficientemente aggiornato ed informato potrebbe fugare i dubbi su un buon 90% dei vincoli o comunque potrebbe dirvi se ci sono altri enti che hanno la tutela del territorio (per esempio Consorzi di bonifica, enti tutela naturalistica etc....).
    Alcune zone sono protette, comunque, per antonomasia: si pensi al demanio militare e/o all'area di rispetto di certi beni pubblici, alle aree cimiteriali e monumentali, ma è anche vietato, ad esempio, scavare o fare accumuli di terra ai lati di corsi d'acqua o di canali di bonifica ed irrigazione.
    Lo scavo compiuto dal un metaldetectorista non è in grado di provocare dissesti idrogeologici, è vero, ma... 1° la normativa non dice "quanto grande" deve essere uno scavo per essere proibito e 2° anche se lo dicesse, è il pubblico ufficiale che vi pizzica a valutarlo e a mandarvi dal giudice a fare due chiacchiere.
    Occorre, a tal proposito, anche che si consideri una realtà* sconosciuta ai più.
    Sappiamo tutti che nessuno può essere condannato se non sulla base di una sentenza di un Giudice. E sappiamo tutti che la sentenza deve giungere sul groppone del malcapitato solo dopo un giusto processo. Quello che non tutti sappiamo è che esiste il cosiddetto "decreto penale di condanna", ovvero, una sorta di Giustizia anticipata, che si adopera per i casi di minore entità*.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Decreto_penale_di_condanna
    Lo rammento solo perchè ho avuto un cliente, ai tempi in cui facevo pratica legale, che ne ricevette uno proprio per aver "effettuato uno scavo, nel SUO orto, vicino ad un canale di irrigazione, ammucchiando la relativa terra di risulta entro la distanza di metri X dal canale stesso." Ed un caso simile può capitare anche ad un metaldetectorista, credo. (Per questo parlare di "proprietario che ci autorizza e ci copre le spalle" mi pare un po' azzardato: i c.d "vincoli conformativi della proprietà* privata" ci rendono meno padroni a casa nostra...)
    Ebbene, una volta ricevuto il decreto, il malcapitato deve immediatamente attivarsi, cercare un legale ed impugnarlo, solo dopo ci sarà* un processo vero e proprio e ci si potrà* difendere compiutamente. In mancanza di ciò il decreto diviene inoppugnabile e definitivo dopo soli 15 giorni dalla notifica, macchiando la "fedina penale" in modo piuttosto antipatico.

    Per consolarvi, vi dico che lo stato di relativa incertezza del regime giuridico del territorio è un problemino non da poco, non solo per le attività* da diporto, come la vostra.
    Si consideri, ad esempio che, quando occorre aprire un cantiere stradale, anche solo per fare una rotatoria, oltre a dover effettuare gli espropri dei terreni utili, occorre anche convocare qualche dozzina di enti, che siano, anche solo potenzialmente, interessati: enti di gestione di reti di telecomunicazioni, elettriche, idriche, fognarie, demanio, ferrovie, Comuni (interessati e anche solo limitrofi), Consorzi di bonifica, enti di gestione degli usi civici, Sovrintendenza ai Beni AA. e CC., Capitanerie di Porto (nel caso di vicinanza a demanio marittimo), Enti parco etc etc... Molti di questi enti magari neppure parteciperanno alla conferenza di servizi o risponderanno semplicemente "nulla da rilevare" o "nulla osta" o " non rientra nella nostra area di competenza", ma se non li chiami, rischi che si sveglino in modo piuttosto brusco e comunque si tratta di enti che hanno o possono avere la tutela di quel fazzoletto di terra, a vari scopi e quindi il diritto di intervenire e partecipare ai lavori o anche alla fase di preparazione...
    Coloro che abitano a Roma o zone limitrofe avranno avuto modo di notare che, presso i cantieri urbani e non urbani, si aggirano degli operatori che non sembrano davvero degli operai come gli altri, con in mano i loro taccuini, il pennello o la cazzuolina piccina picciò. In moltissimi casi si tratta di giovani fanciulle, in tenuta da lavoro. Ebbene, si tratta di archeologi incaricati di effettuare una continua prospettazione del terreno: non vi è movimento terra, dalle nostre parti, che si possa effettuare senza la supervisione archeologica.

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