chi scrive i documenti ?Originariamente Scritto da u03205
1- i documenti come ordini di battaglia, rapporti di forza, rapporti post-operazione, etc raramente sono suscettibili di interpretazione agiografica. Tu mi sa che dei documenti militari d'archivio non li hai mai visti, sennò non faresti una domanda così...
e qui mi ricollego a cio' che avevo detto riguardo al negare l' inefficenza : se parteggi per tizio , non puoi certamente dire che non ti ha organizzato al meglio
2-e da questo si capisce che anche a lettura di semplici memorie siamo messi maluccio, in molti diari di veterani REI passati nella RSI non viene negata l'impreparazione italiana nel 1940-1943, ma questo non gli impedisce di fare le scelte che fecero. Per es:
IL BOCIA VA ALLA GUERRA, di Pierluigi Tajana
Queste sono le memorie di Pierluigi Tajana, artigliere da montagna in Grecia-Albania e poi comandante della 4a Compagnia Mortai del Battaglione Barbarigo della Decima Flottiglia MAS. Le vicende di Tajana, da lui narrate con grande brio, ci trasportano dalla Scuola Allievi Ufficiali di Complemento di Artiglieria Alpina di Bra, dove l`anticonformista Tajana muove i primi passi tra le anacronistiche regole del Regio Esercito, alla Grecia-Albania, descrivendo causticamente la madornale incompetenza di molti Ufficiali italiani, ed è testimone della tragica epopea dei nostri fanti e artiglieri. Rientrato in Italia, in seguito allo sfascio del Regio Esercito all`8 settembre 1943 si arruolerà nel Battaglione Barbarigo della Decima MAS, comandandone la Compagnia Mortai nel Goriziano nel 1944/1945, e nei disperati combattimenti contro gli Alleati sul fronte Sud nell`aprile 1945. Dopo la difficile ritirata oltre il Po, e la resa con l`onore delle armi del Barbarigo a Padova, sarà inviato al POW Camp 211 in Algeria, dove, tra le altre vicende che lo vedranno protagonista, riceverà notizia del cosiddetto "massacro di Sétif", una serie di brutali rappresaglie eseguite dall`esercito francese contro la popolazione civile algerina nel maggio 1945, e avrà modo di conoscere il Maresciallo Graziani, dandone un vivido ritratto.
In appendice, alcune testimonianze sulla battaglia del monte San Gabriele e la morte del tenente Piccoli, MAVM e vice comandante della Compagnia Mortai del Barbarigo, numerose fotografie inedite di proprietà dell`autore e due tavole a colori sulle uniformi e le armi della Compagnia Mortai.
Una vita come tante altre, di Carlo Giacomelli
Carlo Giacomelli, nato nel 1911, iniziò il suo lungo servizio sotto le armi quale Allievo Ufficiale nell`Artiglieria da montagna, quindi nella 17° Batteria "Tira e Tasi" della Julia, per poi essere inviato in Somalia e in Etiopia, in appoggio alle Camicie Nere impegnate contro i ribelli. Dopo un breve intervallo di pace, Giacomelli combatterà in Francia e nella Campagna di Grecia-Albania, dove sarà testimone del coraggio di molti dei nostri soldati, nonostante le gravi carenze organizzative e di Leadership degli Alti Comandi del Regio Esercito, partecipando poi alla repressione della guerriglia in Albania. Dopo l`8 settembre 1943 sarà spinto nuovamente nella lotta, al fianco dei suoi colleghi nel Gruppo Bergamo della Divisione Alpina Monterosa dell`Esercito Nazionale Repubblicano. Il Bergamo sarà schierato contro gli Alleati in Garfagnana, e parteciperà alla riuscita offensiva di Natale, l`operazione Wintergewitter, contro la 92nd Infantry Division "Buffalo". Giacomelli seguirà quindi le sorti della Monterosa durante il ripiegamento nell`aprile 1945 in seguito all`offensiva Alleata.
In appendice numerose fotografie inedite della Monterosa in Garfagnana, alcune foto odierne delle zone interessate dai combattimenti, una scheda storica, con fotografie, della "Buffalo", testimonianze e resoconti sull`operazione Wintergewitter, e tavole a colori sulle uniformi della Monterosa.
Studia, studia. E' meglio.
PS evita tu. Io rispetto chi ha combattuto onorevolmente per l'Italia avversando la RSI e la Germania nella cosidetta "guerra di liberazione" e che nel dopoguerra si è dato da fare per il bene comune senza odio di parte; in Revelli e molti altri l'interesse "per l'Italia" nel dopoguerra era del tutto secondario alla loro adesione ad una data parte politica. Lo dimostrano le castronerie di Revelli quando propugnò che i tedeschi avrebbero ucciso i nostri soldati in Polonia, e riferendosi all'opera di un "ricercatore" storico polacco (J. Wilczur, Le tombe dell'Armir)... bufala poi smentita. Cfr:
RAZZINI MORELLI Valeria, Prigionieri volontari e condannati a morte (1943-1945), ed. Italia Letteraria, Milano, 1988, p. 207. Libro ben documentato sulle vicende degli IMI. L`autrice che, quale membro del "Comitato Ministeriale per le onoranze ai Caduti", ha trascorso un anno inPolonia, smentisce gli eccidi segnalati nel libro di Wilczur "Le tombe dell'Armir" (1964, 1987).



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